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giovedì 26 marzo 2026

Videogiochi del mese di Marzo 2026: Inside & Syberia: The World Before

Post pubblicato su Pietro Saba World il 26/03/2026 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Inside - Un gioco che, stesso studio stessi sviluppatori, condensa l'eredità di Limbo in un'esperienza più raffinata ma altrettanto inquieta: un platform 2D essenziale, narrato solo attraverso ambienti, suoni e dettagli visivi. Si segue un ragazzo in fuga dentro una distopia fatta di esperimenti, controllo e corpi svuotati, senza dialoghi né spiegazioni, lasciando al giocatore il compito di interpretare ciò che vede. L'estetica è minimale ma potentissima: palette ridotta, luci e ombre chirurgiche, animazioni fluide e scenari che raccontano più di qualsiasi testo. Il sonoro alterna silenzi pesanti a momenti di tensione pura, amplificando l'isolamento. Le meccaniche restano semplici (puzzle ambientali, sezioni di fuga, controllo di "zombie") sempre al servizio dell'atmosfera più che della difficoltà. Pur ampliando la formula, Inside rimane molto vicino a Limbo: stessa filosofia, stessa struttura, meno impatto emotivo. È più evoluzione che rivoluzione, e la sua narrativa volutamente criptica può lasciare un retrogusto amaro. Ma come viaggio breve, cupo e stilisticamente impeccabile, resta un'opera di grande valore, capace di insinuarsi sotto la pelle e restare impressa. Voto: 8-

Syberia: The World Before - Un gioco che di fatto è un ritorno sentito e rispettoso all'immaginario di Benoît Sokal, un'avventura che recupera lo spirito classico della serie dopo le incertezze del terzo capitolo. La storia alterna Kate Walker e Dana Roze in due linee temporali complementari, offrendo un racconto emotivo, nostalgico e ricco di atmosfera, pur senza raggiungere l'impatto dei primi due giochi. Il punto di forza resta la narrazione: ambientazioni curate, una Vaghen splendida e viva, una colonna sonora evocativa e puzzle meccanici semplici ma affascinanti. L'esperienza funziona soprattutto come omaggio all'autore e come viaggio narrativo, più che come sfida logica. I limiti sono evidenti: comparto tecnico datato, animazioni rigide, ritmo lento, qualche ingenuità nella scrittura e un mondo che a tratti perde coerenza con il tono fiabesco della saga. Anche la trama politica e i riferimenti velati risultano meno incisivi del previsto. Nonostante ciò, è un'avventura piacevole, coinvolgente e rispettosa del suo passato, consigliata ai fan storici e accessibile anche ai nuovi giocatori, purché disposti ad accettarne la lentezza e le imperfezioni. Voto: 6,5

mercoledì 25 febbraio 2026

Videogiochi del mese di Febbraio 2026: Submerged & Little Nightmares II

Post pubblicato su Pietro Saba World il 25/02/2026 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Submerged - Un gioco che parte da un concept interessante, ma l'esecuzione non regge il peso delle ambizioni. I glitch visivi, gli sfarfallii sull'acqua e un comparto tecnico debole spezzano l'immersione, mentre il meteo dinamico e il ciclo giorno/notte non bastano a dare vita a una città che appare smorta e poco credibile. Le creature che osservano dall'alto restano anonime, e la navigazione tra scenari ripetitivi non riesce mai a diventare davvero rilassante. La colonna sonora è piacevole ma poco varia, incapace di sostenere la drammaticità degli eventi. La narrazione, già esile, si dissolve in un finale sbrigativo che vanifica i temi di sacrificio e redenzione che Uppercut Games voleva raccontare. Il risultato è un'esperienza breve, ripetitiva e priva di mordente, che fatica a coinvolgere e non permette di affezionarsi a Miku e Taku. Pur conservando un'aura di mistero e qualche buona intuizione, Submerged sembra più una demo estesa che un gioco compiuto. Un esperimento riuscito solo in parte, soprattutto se confrontato con il sequel, decisamente più curato, vario e capace di valorizzare il potenziale dell'idea originale. Voto: 5

Little Nightmares II [Enhanced Edition] - Il seguito di Little Nightmares (ma si rivela essere un prequel) espande con stile l'immaginario oscuro del primo capitolo, offrendo un mondo disturbante e affascinante, sostenuto da una direzione artistica straordinaria e da mostri ancora più inquietanti. L'atmosfera funziona alla perfezione e la realizzazione tecnica è solida, capace di trasformare ogni scenario in un piccolo incubo da esplorare. Sul piano ludico, però, emergono limiti evidenti. L'aumento della componente action si integra con difficoltà nel gameplay originale, e alcune sezioni richiedono una precisione eccessiva, aggravata da controlli poco reattivi. Proprio queste fasi, come quelle dell'ospedale, possono diventare talmente punitive da interrompere l'esperienza: nel mio caso, ho dovuto abbandonare la partita a metà, incapace di superare i passaggi più tecnici e costretto a vedere il resto tramite un walkthrough. Nonostante ciò, l'avventura di Mono resta un horror psicologico affascinante, ricco di suggestioni e paure mature. Non è un titolo perfetto, ma è un seguito degno, capace di lasciare il segno anche quando non si riesce a portarlo a termine. Voto: 7 (politico)

mercoledì 29 ottobre 2025

Videogiochi del mese di Ottobre 2025: Limbo, Layers of Fear (2016) & Until Dawn (2024)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/10/2025 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games all'ultimo entrato Amazon Luna (entrambe via servizio Prime Gaming), e infine dall'App EA, Microsoft e Legacy Games.

Limbo - Un platform puzzle 2D che si distingue per il suo stile minimalista e l'atmosfera cupa, interamente giocata sul contrasto tra luce e ombra. Il giocatore veste i panni di un bambino solo e silenzioso, immerso in un mondo ostile dove ogni passo può essere fatale. La fisica è integrata in modo eccellente nel gameplay, con enigmi ambientali che richiedono osservazione, logica e riflessi. Il comparto sonoro, essenziale ma potente, amplifica la tensione e l'immersione. Nonostante la durata contenuta e l'assenza di una trama esplicita, Limbo riesce a raccontare molto attraverso il silenzio e le immagini. Le morti frequenti e spesso cruente del protagonista non risultano gratuite, ma parte integrante dell'esperienza, spingendo il giocatore a sperimentare e imparare. Alcune meccaniche, come il parassita che altera i comandi, aggiungono varietà e sorpresa. Una piccola gemma indie, capace di emozionare e inquietare con pochi elementi ma grande maestria. Un viaggio breve, ma intenso, che lascia il segno. Voto: 8

Layers of Fear (2016) - Un horror psicologico in prima persona incentrato sull'esplorazione di una casa inquietante e mutevole. Nei panni di un pittore tormentato, il giocatore ricostruisce un dipinto raccogliendo oggetti e ricordi, mentre l'ambiente si trasforma in modo disturbante. Il gameplay è semplice: si osservano oggetti, si leggono documenti e si risolvono enigmi ambientali, con qualche trovata originale come il grammofono o la tavoletta ouija. L'atmosfera è il vero punto di forza: luci, suoni e visioni distorte creano un senso costante di inquietudine, amplificato da Jumpscare ben dosati e da un comparto artistico ispirato, ricco di riferimenti pittorici e suggestioni psichedeliche. La narrazione ambientale è efficace, con pochi testi ma molte immagini e suoni che raccontano il dramma del protagonista. La durata è contenuta, ma l'esperienza è intensa e ben costruita. L'espansione "Inheritance", che introduce la figlia del pittore, aggiunge nuovi spunti narrativi pur senza replicare l'impatto dell'opera principale. Layers of Fear è consigliato a chi cerca un horror visionario, più emotivo che interattivo, capace di lasciare il segno con pochi ma potenti elementi. Voto: 7

Until Dawn (2024) - Non avendo giocato all'originale non posso fare paragoni, ma questa nuova versione in sé, sorta di remake, nel complesso non è male. Until Dawn è un thriller interattivo che mescola teen-horror e narrativa cinematografica. La storia, inizialmente intrigante e ben ritmata, perde mordente nella seconda metà, dove il sovrannaturale prende il sopravvento e il ritmo si fa caotico. Il sistema di scelte e l'effetto farfalla promettono conseguenze, ma spesso si rivelano limitati e poco incisivi. I personaggi sono stereotipati e talvolta irritanti, ma la recitazione e la resa grafica sono di alto livello, con momenti visivamente impressionanti. La durata è soddisfacente (circa 9 ore), la rigiocabilità discreta grazie ai molteplici finali, anche se le variazioni non stravolgono la trama. La colonna sonora è efficace, pur senza brillare. In definitiva, è un'esperienza interessante, soprattutto per gli amanti del genere, ma con evidenti limiti narrativi e strutturali. Non un capolavoro, ma merita una chance. Voto: 7

venerdì 8 settembre 2023

Tandem: A Tale of Shadows

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Un titolo che mi ha piacevolmente stupito per la sua originalità e l'impatto visivo (un'avventura molto speciale, abbastanza rotonda ed equilibrata nelle 5-6 ore che dura), ma che l'amaro in bocca mi ha lasciato ugualmente. Un titolo che ci calerà nei panni di Emma, una dolce ragazzina che nei suoi abiti rimanda alla disneyana versione di Alice in "Alice nel Paese delle Meraviglie", e dell'orsacchiotto Fenton, dediti a scoprire la verità sul mistero della scomparsa di Thomas Kane, l'unico erede dei Kane, una famosa famiglia di illusionisti. Cinque ambientazioni per quaranta livelli differenti, alcuni contenenti dei segreti, conditi da una grafica 3D decisamente azzeccata per un'ambientazione gotica. I puzzle (che man mano diventano sempre più "ricchi") sono ben costruiti, difficili ma mai insormontabili lasciando appagati alla fine di ogni livello. Un bel puzzle game (sufficientemente longevo e variegato), articolato nel modo giusto e soprattutto capace di distinguersi nel panorama di settore grazie alla sua combinazione di punti di vista dedicato all'utilizzo diversificato dei protagonisti. Un puzzle game accompagnato da una storia avvincente e coinvolgente, peccato che il titolo riesca solo nella prima parte. Infatti per tutta la durata del gioco si aspettano dei risvolti eclatanti e uno sviluppo della trama che non arrivano. Peccato anche per la totale mancanza di rigiocabilità, un elemento che fa dispiacere poiché finisce per lasciare il titolo nel dimenticatoio una volta giocato e finito. Peccato pure per le scene di intermezzo non proprio di qualità. Nonostante tante buone idee insomma, Tandem: A Tale of Shadows non riesce a convincere fino in fondo. Se, da una parte, l'aspetto del gameplay lascia molti buoni spunti, dall'altra, il comparto narrativo ha delle evidenti carenze. È molto interessante la scelta di utilizzare due personaggi in modo alternato, cambiando di conseguenza anche la visuale di gioco e alcuni elementi dei comandi come il salto e la corsa ma i personaggi rimangono totalmente piatti. La bella atmosfera che si crea grazie al comparto tecnico viene vanificata da una storia non del tutto centrata. Ma il gioco riesce, soprattutto grazie ai puzzle, a divertire molto, quanto basta per colpire positivamente. Voto: 7

giovedì 6 ottobre 2022

Metamorphosis

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/10/2022 Qui - Una vera e propria sorpresa. Ci troviamo infatti tra le mani un'avventura breve ma colma di momenti surreali che arricchiscono una storia godibile ed intelligentemente sarcastica. Un trip allucinogeno carico di dialoghi brillanti e personaggi assurdi che strappano più di un sorriso. Il gameplay presenta meccaniche estremamente semplici e forse poco rifinite ma l'esperienza generale risulta comunque fluida, spumeggiante e squisitamente kafkiana. Metamorphosis difatti, intrattiene con una storia originale e coinvolgente, grazie alla cura delle atmosfere di gioco e alla forza della narrazione che ci mette nei panni di Gregor Samsa e risulta credibile, anche se naturalmente inverosimile per il taglio della storia. Come suggerisce il nome stesso, nel gioco vestiamo i panni di un umano che ha subito una metamorfosi nel cuore della notte, risvegliandosi al mattino senza alcun motivo apparente, in un insetto, e resterà tale fino alla conclusione dell'avventura. Un'avventura, opera, originale e curiosa, appunto capace di calare il giocatore in una prospettiva inedita. Essere un insetto è molto divertente nelle fasi platform, un po' meno nei puzzle. Il contesto è molto suggestivo ma la trama meritava maggiori cure. Tecnicamente la produzione vive di alti e bassi, ma il design riesce a far perdonare alcune mancanze. Però peccato che il tutto si esaurisca davvero troppo in fretta per riuscire a strappare un giudizio più lusinghiero. Tirando le somme, Metamorphosis è un titolo dalla durata di circa quattro ore che (in parte) riesce nel suo intento di creare un'esperienza unica. Il gioco prende ispirazione dal libro originale, riuscendo a creare un'atmosfera e un'ambientazione sicuramente riuscita, ma con una trama differente, azzardata, cambiando rotta, non riuscendo ad essere allo stesso livello di quella realizzata da Franz Kafka. Il comparto tecnico risulta grezzo sotto vari aspetti, soprattutto le animazioni davvero legnose degli umani. Allo stesso tempo, il gameplay è semplice ma efficace, divertente e fortemente platform, un'esperienza breve da assaporarsi tutta d'un fiato, non risultando mai ripetitiva. Il titolo ne esce fuori consigliato, pur avendo svariati difetti, va sicuramente premiato per la sua originalità. Un bel passatempo, con cui vivere un'avventura diversa dal solito. A patto che, ovviamente, si abbia uno stomaco abbastanza forte da reggere un mondo di insetti poco attraenti. Voto: 6,5

Planet Alpha

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/10/2022 Qui - Semplicemente un ennesimo esponente di una pletora di titoli che narra gli avvenimenti attraverso ciò che si muove su schermo senza presentare una singola riga di dialogo ma contornato da un comparto grafico di altissimo livello, per uno splendido viaggio in un affascinante e variegato mondo alieno, sotto la costante minaccia di un mortale invasore. Planet Alpha è un platform con elementi stealth e puzzle in cui la furbizia è la vera arma vincente. Purtroppo, a lungo andare alcuni puzzle possono sembrare un po' ripetitivi, con meccaniche già affrontate nei livelli precedenti seppur quasi sempre con piccole differenze. Inoltre, ad esser pignoli, in giochi come questi ci vorrebbe almeno qualche suggerimento iniziale, una sorta di tutorial (o magari qualche missione-simulata) per imparare ad affrontare e superare nemici e trappole di base, per poi applicare le conoscenze acquisite nei livelli più avanzati. In generale ci troviamo di fronte ad un gameplay scorrevole e divertente, che aiuta il giocatore facendolo ripartire da un checkpoint vicino al punto in cui è morto poco prima, e con nemici i cui movimenti spesso si ripetono in loop ad intervalli regolari. Se un certo ostacolo sembra impossibile da superare, e una volta scoperto il trucco, il gioco ci regala una soddisfazione immensa dandoci coraggio per affrontare gli stages successivi, con nemici ed insidie sempre più numerose e pericolose. E così il gioco, nel suo complesso, risulta un action 2D a scorrimento molto godibile, forte di un concept alla base davvero notevole. Planet Alpha è infatti uno dei mondi alieni più belli mai visti, un'insieme di ispirazioni ludo-estetiche che ha portato a un risultato eccezionale nella sua pura forma visiva. Una missione dal gameplay già visto, collaudato, divertente ma mai esaltante, che si anima grazie alla possibilità di alterare la rotazione del pianeta e malleare il suo ciclo giorno-notte, scintilla creativa che accende la miccia dei suoi momenti più interessanti, capaci di dare un'identità unica al progetto pur sfruttati col contagocce. Poco male per un gioco capace di intrattenere e divertire, ma anche di emozionare, un'avventura per gli amanti del genere da non lasciarsi sfuggire. Perché certo, alla fin fine il livello di sfida e le sezioni puzzle non mettono mai a dura prova il giocatore, ma il titolo merita di essere giocato dall'inizio alla fine, anche solo per godersi l'eccellente direzione artistica. Voto: 7

venerdì 15 aprile 2022

DARQ: Complete Edition

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/04/2022 Qui - Un titolo sicuramente inquietante, a tratti pieno di tensione e spesso angosciante. DARQ (un'avventura a scorrimento laterale in 2D che si svolge nell'oscuro mondo in scala di grigi dell'incubo di Lloyd) è un gioco artistico (dal punto di vista grafico presenta infatti una struttura che sembrerebbe pensata direttamente dal celebre regista Tim Burton, cosa ulteriormente accentuata dalla scelta stilistica dell'uso del bianco e nero per tutta la durata del prodotto) che sa sfruttare al meglio la prospettiva per far girare tutti gli ingranaggi, e onestamente anche un po' la testa (oltre a muoverci in avanti o indietro, è possibile difatti ispezionare anche la profondità, sempre se troviamo il modo di capovolgere la direzione tramite tasti o accessi, possiamo praticamente salire nelle pareti, questo è il vantaggio di giocare nel sogno di Lloyd, ci sono pochi limiti alla fantasia). Alcuni enigmi possono essere risolti andando a tentativi, ma la maggior parte delle volte il gioco propone puzzle molto dinamici e interessanti, il che fa di questo titolo una facile raccomandazione per gli amanti del genere. I livelli extra che la Complete Edition offre (La Torre e La Cripta) sono una buona aggiunta al pacchetto base, proponendo non solo più divertimento, ma anche una svolta alle meccaniche di gioco. DARQ (che per quanto si tratti comunque di una produzione indipendente mostra un comparto tecnico di tutto rispetto) è un titolo relativamente breve (4 + 2, 6 ore in pratica), ma forse è meglio così: un'esperienza di gioco lunga abbastanza da tenere il giocatore incollato allo schermo, con puzzle intelligenti e un'atmosfera da brividi, che non lasciano spazio alla noia. Certo, talvolta gli enigmi prendono il sopravvento sul lato spaventoso, catturando tutta l'attenzione, il finale è troppo rapido e non mi ha convinto la difficoltà dei nemici che si incontrano, in quanto sembrano davvero minacciosi solo all'inizio del gioco, quando sono presenti in maniera abbastanza costante, procedendo nel gameplay infatti solo in pochi casi le creature tenteranno di braccarci, fino a scomparire quasi del tutto, un aspetto che fa calare sia la tensione, sia l'effettivo tasso di sfida e di ingaggio, temi che fanno soffrire un po' il gioco, ma nel complesso bello davvero. DARQ anche se ricorda particolarmente Little Nightmares, senza molti dubbi abbiamo la stessa sensazione in game, è un'esperienza affascinante, emozionante nella sua inquietudine grottesca, ottimo per passare qualche ora a far muovere gli ingranaggi della nostra mente, un incubo che vale davvero la pena di giocare. Voto: 7+

Never Alone (Kisima Ingitchuna)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/04/2022 Qui - Un esperimento molto particolare, una specie di docu-game, se così si può chiamare, dove la materia ludica è usata come pretesto per la sensibilizzazione su un determinato argomento, nel caso specifico, l'argomento che sta a cuore è la diffusione della cultura Iñupiat e del suo folklore tramite anche la collaborazione con nativi delle tribù locali, obbiettivo che per un titolo indie a evidentemente basso budget è piuttosto ambizioso. Ebbene, l'esperimento si può dire riuscito a metà: vestiremo i panni di Nuna e di una volpe artica in quello che è a tutti gli effetti un platform 2D piuttosto banale, il cui fascino risiede tutto nell'ambientazione decisamente inusuale e negli approfondimenti, veri e propri pezzi di un documentario che vanno a toccare i punti più disparati, che si sbloccano raccogliendo collezionabili lungo il cammino. Sebbene non si registrino mai picchi di gameplay particolarmente freschi o interessanti, né momenti ostici (il titolo si completa in scioltezza in circa 4 ore), Never Alone si lascia giocare dall'inizio alla fine in virtù del proprio carisma. Nulla che faccia gridare al miracolo, insomma, ma rimane un titolo interessante grazie alla sua atmosfera molto delicata e all'arricchimento culturale che comporta giocarlo. Voto: 6+

Videogiochi del periodo (Marzo/Aprile 2022)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 15/04/2022 Qui - Anche questa volta, come l'ultima volta (Qui), non è andata del tutto liscia, altri due titoli provati e poi bocciati. Stavolta non dall'Epic Games Store, ma da GOG, che ugualmente però uso come "parcheggio", difficilmente infatti comprerò mai qualcosa. In ogni caso ho provato a giocare a Ghostrunner, "uno slasher hardcore FPP pieno di azione fulminea, ambientato in una cupa mega-struttura futuristica cyberpunk", e mi sono bastati solo 5 minuti, era troppo difficile per me giocarci, ma è difficile a prescindere, calibrare le mosse e nel frattempo correre saltare e via dicendo, anche Emanuele di The Reign of Ema, molto più capace di me, se n'è accorto. E insomma ho mollato senza troppo dispiacermi. Al contrario mi è dispiaciuto lasciare dopo un pomeriggio di gioco, Journey to the Savage Planet, un particolare action adventure caratterizzato da un'ambientazione fantascientifica, un gioco tutto o quasi incentrato sull'esplorazione di uno strano, fluttuante mondo alieno, il resto del mix è affidato in ordine di importanza al combattimento e alla risoluzione di diversi enigmi ambientali, il che è un bene, ma le questioni risorse da trovare, creature da studiare ed arrangiati per trovare la strada, non mi sono andate a genio ed ho preferito lasciare perdere. Forse andando avanti migliorava la situazione e forse giocando in coop con un giocatore esperto meglio sarebbe stato, non saprò mai, però va bene così, dopotutto senza giocare non sono decisamente stato.

lunedì 6 settembre 2021

Little Nightmares

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/09/2021 Qui - Sviluppato dal Tarsier Studios (un gruppo di sviluppatori che vale la pena seguire) e distribuito da Bandai Namco, gioco puzzle-platform molto ispirato (forse dai racconti dei fratelli Grimm e di Roald Dahl), che ricorda parecchio lo stile di Tim Burton nelle sue ambientazioni, con degli elementi horror, all'apparenza, ben studiati. Il titolo rappresenta un piccolo (ma anche breve) capolavoro, che si racconta solo a chi vuol sentire, ma si fa giocare da chiunque regalando forti emozioni, senza ricorrere a sotterfugi quali Jumpscare a tradimento. Il fattore orrorifico del gioco, infatti, viene dettato dalla superba abilità che hanno saputo dimostrate gli sviluppatori, riuscendo a distillare in un gioco gli incubi dei bambini più innocenti. Ciò che il gioco fa al meglio è adempiere al suo scopo: ricordarci costantemente che stiamo vivendo un incubo. Come già accennato, Little Nightmares non ricorre mai a dei Jumpscare, il nemico non sbuca fuori all'improvviso, sappiamo però che sta per arrivare, lo percepiamo, ma ogni volta preghiamo perché ciò non accada, speriamo che non dovremo scappare via di nuovo dal mostro che ci spaventa così tanto, ma è ciò che accadrà. Il livello d'ansia e terrore che riesce a far sentire il gioco è a dir poco soddisfacente. Come nelle sezioni "stealth", quando il giocatore è chiamato a trovare un nascondiglio per non farsi scovare. Più volte ci si ritrova ad urlare quando si viene scoperti. Gli sviluppatori sono riusciti ad incanalare l'essenza dell'incubo in questo prodotto ed il fatto che lo stile ricordi quello di Burton, non fa che coadiuvare tale sensazione. Anche dal punto di vista tecnico Little Nightmares lavora molto bene. L'impatto grafico, come detto, c'è fin da subito, con l'impermeabile (giallo) che contrasta con il resto dell'ambientazione. Ma, ovviamente, non finisce qui: le ambientazioni stesse sono molto credibili ed affascinanti, ogni stanza è diversa dall'altra e fatta con la stessa cura, cura che non fa altro che aiutare la narrativa silente del titolo in alcune stanze. Il gioco piace molto anche alle orecchie: le musiche che ci accompagnano durante il gameplay sono sempre gradevoli e mai fuori contesto, anzi, aiutano a far crescere la tensione e a provocare l'effetto del terrore. Little Nightmares mi è piaciuto molto, in larga parte per i suoi puzzle ambientali interessanti e mai troppo difficili o frustranti. Se si è alla ricerca di un gioco che faccia passare del tempo tra la paura e l'ansia, questo gioiellino di Tarsier Studios fa al caso. L'unica pecca dolente la longevità, dal momento che il gioco quando arriva al più grande colpo di scena, ecco che finisce (e non c'è la possibilità di rigiocare). Un incubo così bello, insomma, che non avrei voluto finisse così in fretta, ma se i DLC molto probabilmente non acquisterò, aspetterò di mettere la mani sul secondo capitolo, dove si spera la qualità si attesti su questo (ottimo) livello, se non oltre. Voto: 8

Videogiochi del periodo (Giugno/Luglio/Agosto 2021)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 06/09/2021 Qui - Meglio tardi che mai aver scoperto, saputo, dell'Epic Games Store, altrimenti mi sarei perso l'occasione di ricevere gratis tantissimi giochi. A partire da Alien: Isolation, che bramavo, desideravo, ma non ancora in mio possesso, che ho riscattato insieme a tanti altri che ogni settimana è possibile riscattare. Ho cominciato questo "processo" solo ad Aprile, e pensare che questa "iniziativa" del negozio (negozio come Steam, Origin e Uplay da cui ogni tanto attingo per i miei videogiochi) cominciò nel lontano dicembre 2018, quindi un numero impressionante di titoli a disposizione che purtroppo non ho riscattato, alcuni della lista tra l'altro acquistati durante questo biennio. E tuttavia non crediate che tutti, anche gli ultimi, tutti giochi di primo livello, ma anche di secondo, di terzo, e non per tutti i gusti. Infatti alcuni non ho riscattato, perché semplicemente non facevano per me, alcuni riscattati ugualmente anche se mai ci giocherò, tra questi nondimeno NBA 2K21, ma purtroppo non il mio genere (sportivo), non nelle mie corde. Al momento riscattati una ventina, oggi di quelli ne porto tre (a parte Alien, The Lion's Song e The Pillars of the Earth), altri ne porterò prossimamente, sempre che mi piacciono e riesco a giocarci. In tal senso ho provato alcuni, ma per un motivo o per l'altro, ho rinunciato. The First Tree (avventura narrativa) non mi permetteva di cambiare comandi e di giocare così in modo più comodo in base alle mie esigenze, ricusato, Pine (open world di ricerca e sviluppo) semplicemente mi ha annoiato dopo un'ora (non bastasse una caterva di bottoni da spingere), anch'esso ricusato. Spero meglio prossimamente, anche se qualche cosa interessante già c'è e presto ci giocherò. Nel mezzo di tutto ciò qualcos'altro è pure successo, anche Steam si è messo a regalare giochi, due sì, ma molto appetibili. Uno è qui, Little Nightmares in versione standard, alcuni mi hanno consigliato la Complete Edition, ma occasione del genere non potevo sprecare, l'altro Tell Me Why sicuramente al prossimo "giro". Roba c'è. Per completezza dei sei che oggi recensisco, specie di DLC di DreadOut già portato precedentemente ed acquistato tempo fa, stessa cosa per Dirt Rally 2.0, per dire che soldini anche spendo. Bene o male, dipende, anzi vediamo.

sabato 5 giugno 2021

SteamWorld Dig: A Fistful Of Dirt

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/06/2021 Qui - Originariamente uscito sullo store digitale del Nintendo 3DS, questo giochino platform ha poi raggiunto i personal computer, e passando su Origin è finito sul mio account (sul mio di PC), gratuitamente. Ebbene, questo videogioco, anche se ha dei difetti, risulta molto interessante. Un videogioco che racconta le vicende di Rusty: un (simpatico) robot che ha appena ereditato da suo zio una miniera. Al suo arrivo, però, una serie di terremoti lo fa precipitare nella cava e, con l'aiuto della giovane Dorothy scoprirà che il parente è deceduto. Triste e solo, il nostro protagonista deciderà comunque di esplorare il dono di suo zio, scoprendo molti tesori ed uno strano segreto. SteamWorld Dig è un gioco molto semplice: Rusty deve esplorare la miniera e raggiungere la più bassa profondità possibile. Per farlo, deve scavare il terreno con il suo piccone. Questa attività è molto più complessa rispetto a quanto possa sembrare. Ma niente paura, con la giusta quantità di denaro (raccolti) è possibile rendere Rusty più efficiente, con la giusta quantità di minerali da vendere si aumenta di livello e si possono sbloccare i potenziamenti. Potenziamenti ottenibili anche entrando in strane stanze, tra questi power-up, una trivella che disintegra le rocce e la possibilità di cadere senza subire danni. Questi contenuti danno al gioco una sensazione di Metroidvania che spezza la monotonia dell'esplorazione, bello sì, anche se non sempre è un piacere, in parte fastidioso come il backtracking. SteamWorld Dig ha, inoltre, altri difetti che non si possono sottovalutare. Per prima cosa i materiali del gioco non sono infiniti. Il terreno scavato, infatti, non si rigenera. Se da una parte ha senso, i materiali diventano limitati! Questo fattore disincentiva il giocatore a spendere soldi per oggetti "usa e getta" in favore a dei potenziamenti. Secondo difetto principale è la ripetitività, ma questo è, cosa aspettarsi in tutta verità (la durata è invece consona). Altro da dire non c'è, perfetto non è, divertente lo è certamente, ma gratis è meglio. Voto: 6,5

Videogiochi del periodo (Aprile/Maggio 2021)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 05/06/2021 Qui - Tra i tanti giochini offerti da SEGA lo scorso ottobre c'era pure Golden Axed: A Canceled Prototype, un picchiaduro come quelli di una volta, decisamente vecchio stile, non per caso specie di reboot del videogame Golden Axe, degli anni '90. Tutto nostalgicamente bello, peccato che era solo un demo e dalla durata esigua (massimo 5 minuti), però ammetto che mi è piaciuto. Non mi è invece piaciuto scoprire che dei tre giochi offerti da Ubisoft lo scorso inverno, solo Trials Rising (di cui ho parlato 2 mesi fa, Qui) era "abbordabile". Nel senso che non facevano per me e/o non erano granché, ho provato infatti a giocare ad Anno 1701: History Edition, gioco di strategia e simulazione, ma dopo 30 minuti mi è venuto a noia. Discorso diverso invece per l'altro, un simulatore di volo di tipo adventure action dal nome Starlink: Battle for Atlas, che neanche ho provato perché non è mai stato il mio genere. Simulazione di guida sì, ma astronavi od aerei da pilotare proprio no. Una piccola fregatura insomma, con l'unica consolazione che erano gratis, e che comunque quello a cui ho giocato (quell'unico appunto dei tre) non era affatto male, anzi. Di gratis in quest'ultimo periodo videoludico invece c'è solo SteamWorld Dig, che era "sepolto" da un po' nella libreria di Origin, tutti acquistati gli altri (da Steam), giochi di cui parlo/scrivo oggi, giochi che hanno riservato sorprese ed alcune avversità, ecco quali.

martedì 6 aprile 2021

Trials Rising

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/04/2021 Qui - Le leggi della fisica, queste crudeli ma indispensabili regole che ci impediscono di volare ma contemporaneamente di evitare che il nostro corpo compia movimenti poco piacevoli o si incastri con l'ambiente. Trials Rising prende queste leggi, le applica alla lettera per poi affrontarle solo come i veri trials nel mondo reale osano fare. E come spesso accade nel mondo reale, anche qui ci ritroveremo spesso a sfracellarci contro il terreno. Ecco, parlare di cadute è sbagliato, perché più che cadere, in Trials (anche Rising ovviamente), spesso si muore. Si muore male, molto male. Prendere una discesa a massima velocità, decollare dalla rampa situata alla fine di quest'ultima, schiantarsi contro un pilone di cemento e sprofondare nel vuoto. Oppure su un ammasso di barili esplosivi posti proprio sotto di noi, essere travolti dall'esplosione e scagliati lontano. Il tutto con una fisica credibilissima e le urla del povero pilota, che col suo aspetto pupazzoso rende in realtà queste tragiche dipartite in momenti di puro e viscerale spasso. Gli ingredienti di Trials Rising sono pochi ma efficaci: Moto, ostacoli e tanto divertimento. Il gioco si presenta come un racing game in 2.5D che ci permette di gareggiare in sella alla nostra moto su tracciati pieni di ostacoli e salti mozzafiato unendo meccaniche platform a quelle dei balance game. Una serie di checkpoint aiutano a ripartire in caso di cadute, mentre un timer scorre implacabile sullo schermo. Insomma per me che era la prima volta una bella scarica di adrenalina, con l'unico problema che più si va avanti più diventa difficile, e più imprecazioni si dicono. Ci vuole una certa pazienza da un certo punto in poi (e il coraggio di mollare), ma non tutti sono me, con un po' di pratica si può riuscire ad imparare le tecniche e migliorare i tempi che servono, e può per questo sicuramente risultare appagante e stimolante. Il comparto tecnico non è eccelso, ma lo stile (coloratissimo e folle) compensa in buona parte le sbavature. Consigliabile a tutti, ma soprattutto ai fan del genere e della saga, giocarci a patto di non avere paura di sporcarvi di fango. Voto: 7

lunedì 27 luglio 2020

Assassin's Creed Chronicles: China

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/07/2020 Qui - Esattamente come Tomb Raider (ma anche come per altri titoli giocati negli ultimi anni), anche questo gioco ho ricevuto gratis, a cambiare è la piattaforma digitale di scaricamento, da Steam a Uplay della Ubisoft (detentrice del marchio AC), ma non è l'unica differenza, la differenza sostanziale è che apprezzabile in positivo fu l'avventura di Lara Croft, parecchio deludente è stata questa di Shao Jun. Già perché in Assassin's Creed Chronicles: China, primo spin-off della saga, e primo delle tre progettate alla stessa maniera da Ubisoft, ambientate rispettivamente in Cina, India e Russia, molto lascia a desiderare. Di certo non malvagia (anche perché veramente intrigante è l'ambientazione, alla quale non è facile resistere) è la scelta di strutturare il titolo in maniera differente rispetto all'originale, calando l'azione all'interno di un contesto 2.5D (quindi prevalentemente bidimensionale e con l'utilizzo della terza dimensione solamente negli spostamenti della visuale e i cambi di profondità), la protagonista infatti, un'assassina che ha il compito di recuperare la scatola donatagli da Ezio Auditore da Firenze durante il viaggio di Jun in Italia, si sposta all'interno di livelli a scorrimento orizzontale, peccato però che questa cosa influisca negativamente sulle meccaniche di gioco. Nel senso che queste meccaniche forzano il giocatore ad utilizzare un solo approccio (obbligata è la via), che la visuale conica dei nemici alla fine determina molte limitazioni e fluidità dei movimenti (che sono tanti e troppi) e dei controlli (quest'ultimi legnosi), che tutto fanno tranne che aiutare il giocatore.

domenica 12 maggio 2019

Rayman Origins

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/05/2017 Qui - Rayman Origins, un platform (ritornato alle origini del 2D) sviluppato da Ubisoft Montpellier dapprima uscito per console poi per PC (nel 2012). Un platform (ovvero  i videogiochi dove la meccanica di gioco implica principalmente l'attraversamento di livelli costituiti da piattaforme spesso disposte su più piani) ben sviluppato e divertente, dotato di un comparto grafico semplicemente meraviglioso. Il gioco infatti è suddiviso in 60 livelli, livelli dove il giocatore dovrà ottenere i Lumos per terminare nel modo migliore il livello e sbloccare i cinque Electoons disponibili in ogni livello, questi serviranno per sbloccare i livelli successivi e per sbloccare livelli segreti e anche nuovi personaggi. Raccogliere i 300 Lumos disponibili nei livelli non sarà un compito semplice però, dato che questo compito richiede grande attenzione ai dettagli e grande prontezza di riflessi, oltre a dover scoprire le aree segrete sparse nei vari stage. Ciò costringe il giocatore a non essere mai fermo, a rendere sempre più frenetica l'azione di gioco, il giocatore, inoltre, non ha mai come priorità la semplice risoluzione dei livelli, pratica che fa perdere in gran parte l'anima del gioco e la sua enorme longevità. Un aiuto enorme in queste meccaniche è rappresentato dall'ottimo level design, sempre originale e sempre più articolato e complesso. La varietà di gioco è difatti impressionante.