Visualizzazione post con etichetta Rompicapo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rompicapo. Mostra tutti i post

giovedì 26 marzo 2026

Videogiochi del mese di Marzo 2026: Inside & Syberia: The World Before

Post pubblicato su Pietro Saba World il 26/03/2026 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Inside - Un gioco che, stesso studio stessi sviluppatori, condensa l'eredità di Limbo in un'esperienza più raffinata ma altrettanto inquieta: un platform 2D essenziale, narrato solo attraverso ambienti, suoni e dettagli visivi. Si segue un ragazzo in fuga dentro una distopia fatta di esperimenti, controllo e corpi svuotati, senza dialoghi né spiegazioni, lasciando al giocatore il compito di interpretare ciò che vede. L'estetica è minimale ma potentissima: palette ridotta, luci e ombre chirurgiche, animazioni fluide e scenari che raccontano più di qualsiasi testo. Il sonoro alterna silenzi pesanti a momenti di tensione pura, amplificando l'isolamento. Le meccaniche restano semplici (puzzle ambientali, sezioni di fuga, controllo di "zombie") sempre al servizio dell'atmosfera più che della difficoltà. Pur ampliando la formula, Inside rimane molto vicino a Limbo: stessa filosofia, stessa struttura, meno impatto emotivo. È più evoluzione che rivoluzione, e la sua narrativa volutamente criptica può lasciare un retrogusto amaro. Ma come viaggio breve, cupo e stilisticamente impeccabile, resta un'opera di grande valore, capace di insinuarsi sotto la pelle e restare impressa. Voto: 8-

Syberia: The World Before - Un gioco che di fatto è un ritorno sentito e rispettoso all'immaginario di Benoît Sokal, un'avventura che recupera lo spirito classico della serie dopo le incertezze del terzo capitolo. La storia alterna Kate Walker e Dana Roze in due linee temporali complementari, offrendo un racconto emotivo, nostalgico e ricco di atmosfera, pur senza raggiungere l'impatto dei primi due giochi. Il punto di forza resta la narrazione: ambientazioni curate, una Vaghen splendida e viva, una colonna sonora evocativa e puzzle meccanici semplici ma affascinanti. L'esperienza funziona soprattutto come omaggio all'autore e come viaggio narrativo, più che come sfida logica. I limiti sono evidenti: comparto tecnico datato, animazioni rigide, ritmo lento, qualche ingenuità nella scrittura e un mondo che a tratti perde coerenza con il tono fiabesco della saga. Anche la trama politica e i riferimenti velati risultano meno incisivi del previsto. Nonostante ciò, è un'avventura piacevole, coinvolgente e rispettosa del suo passato, consigliata ai fan storici e accessibile anche ai nuovi giocatori, purché disposti ad accettarne la lentezza e le imperfezioni. Voto: 6,5

mercoledì 25 febbraio 2026

Videogiochi del mese di Febbraio 2026: Submerged & Little Nightmares II

Post pubblicato su Pietro Saba World il 25/02/2026 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Submerged - Un gioco che parte da un concept interessante, ma l'esecuzione non regge il peso delle ambizioni. I glitch visivi, gli sfarfallii sull'acqua e un comparto tecnico debole spezzano l'immersione, mentre il meteo dinamico e il ciclo giorno/notte non bastano a dare vita a una città che appare smorta e poco credibile. Le creature che osservano dall'alto restano anonime, e la navigazione tra scenari ripetitivi non riesce mai a diventare davvero rilassante. La colonna sonora è piacevole ma poco varia, incapace di sostenere la drammaticità degli eventi. La narrazione, già esile, si dissolve in un finale sbrigativo che vanifica i temi di sacrificio e redenzione che Uppercut Games voleva raccontare. Il risultato è un'esperienza breve, ripetitiva e priva di mordente, che fatica a coinvolgere e non permette di affezionarsi a Miku e Taku. Pur conservando un'aura di mistero e qualche buona intuizione, Submerged sembra più una demo estesa che un gioco compiuto. Un esperimento riuscito solo in parte, soprattutto se confrontato con il sequel, decisamente più curato, vario e capace di valorizzare il potenziale dell'idea originale. Voto: 5

Little Nightmares II [Enhanced Edition] - Il seguito di Little Nightmares (ma si rivela essere un prequel) espande con stile l'immaginario oscuro del primo capitolo, offrendo un mondo disturbante e affascinante, sostenuto da una direzione artistica straordinaria e da mostri ancora più inquietanti. L'atmosfera funziona alla perfezione e la realizzazione tecnica è solida, capace di trasformare ogni scenario in un piccolo incubo da esplorare. Sul piano ludico, però, emergono limiti evidenti. L'aumento della componente action si integra con difficoltà nel gameplay originale, e alcune sezioni richiedono una precisione eccessiva, aggravata da controlli poco reattivi. Proprio queste fasi, come quelle dell'ospedale, possono diventare talmente punitive da interrompere l'esperienza: nel mio caso, ho dovuto abbandonare la partita a metà, incapace di superare i passaggi più tecnici e costretto a vedere il resto tramite un walkthrough. Nonostante ciò, l'avventura di Mono resta un horror psicologico affascinante, ricco di suggestioni e paure mature. Non è un titolo perfetto, ma è un seguito degno, capace di lasciare il segno anche quando non si riesce a portarlo a termine. Voto: 7 (politico)

mercoledì 29 ottobre 2025

Videogiochi del mese di Ottobre 2025: Limbo, Layers of Fear (2016) & Until Dawn (2024)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/10/2025 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games all'ultimo entrato Amazon Luna (entrambe via servizio Prime Gaming), e infine dall'App EA, Microsoft e Legacy Games.

Limbo - Un platform puzzle 2D che si distingue per il suo stile minimalista e l'atmosfera cupa, interamente giocata sul contrasto tra luce e ombra. Il giocatore veste i panni di un bambino solo e silenzioso, immerso in un mondo ostile dove ogni passo può essere fatale. La fisica è integrata in modo eccellente nel gameplay, con enigmi ambientali che richiedono osservazione, logica e riflessi. Il comparto sonoro, essenziale ma potente, amplifica la tensione e l'immersione. Nonostante la durata contenuta e l'assenza di una trama esplicita, Limbo riesce a raccontare molto attraverso il silenzio e le immagini. Le morti frequenti e spesso cruente del protagonista non risultano gratuite, ma parte integrante dell'esperienza, spingendo il giocatore a sperimentare e imparare. Alcune meccaniche, come il parassita che altera i comandi, aggiungono varietà e sorpresa. Una piccola gemma indie, capace di emozionare e inquietare con pochi elementi ma grande maestria. Un viaggio breve, ma intenso, che lascia il segno. Voto: 8

Layers of Fear (2016) - Un horror psicologico in prima persona incentrato sull'esplorazione di una casa inquietante e mutevole. Nei panni di un pittore tormentato, il giocatore ricostruisce un dipinto raccogliendo oggetti e ricordi, mentre l'ambiente si trasforma in modo disturbante. Il gameplay è semplice: si osservano oggetti, si leggono documenti e si risolvono enigmi ambientali, con qualche trovata originale come il grammofono o la tavoletta ouija. L'atmosfera è il vero punto di forza: luci, suoni e visioni distorte creano un senso costante di inquietudine, amplificato da Jumpscare ben dosati e da un comparto artistico ispirato, ricco di riferimenti pittorici e suggestioni psichedeliche. La narrazione ambientale è efficace, con pochi testi ma molte immagini e suoni che raccontano il dramma del protagonista. La durata è contenuta, ma l'esperienza è intensa e ben costruita. L'espansione "Inheritance", che introduce la figlia del pittore, aggiunge nuovi spunti narrativi pur senza replicare l'impatto dell'opera principale. Layers of Fear è consigliato a chi cerca un horror visionario, più emotivo che interattivo, capace di lasciare il segno con pochi ma potenti elementi. Voto: 7

Until Dawn (2024) - Non avendo giocato all'originale non posso fare paragoni, ma questa nuova versione in sé, sorta di remake, nel complesso non è male. Until Dawn è un thriller interattivo che mescola teen-horror e narrativa cinematografica. La storia, inizialmente intrigante e ben ritmata, perde mordente nella seconda metà, dove il sovrannaturale prende il sopravvento e il ritmo si fa caotico. Il sistema di scelte e l'effetto farfalla promettono conseguenze, ma spesso si rivelano limitati e poco incisivi. I personaggi sono stereotipati e talvolta irritanti, ma la recitazione e la resa grafica sono di alto livello, con momenti visivamente impressionanti. La durata è soddisfacente (circa 9 ore), la rigiocabilità discreta grazie ai molteplici finali, anche se le variazioni non stravolgono la trama. La colonna sonora è efficace, pur senza brillare. In definitiva, è un'esperienza interessante, soprattutto per gli amanti del genere, ma con evidenti limiti narrativi e strutturali. Non un capolavoro, ma merita una chance. Voto: 7

lunedì 30 giugno 2025

Videogiochi del mese di Giugno 2025: Stasis: Bone Totem, The Silent Age & En Garde!

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/06/2025 Qui - Più del film, deludente solo in parte, di Borderlands frustrante è stata l'impossibilità di non poter giocare alla series game della Telltale. L'avventura grafica Tales from the Borderlands infatti, non solo non permette la rimappatura, ma neanche l'uso del mouse al di fuori dei menu, rendendo impraticabile l'utilizzo di una tastiera su schermo, utile in questo caso (e non solo perché io la usi comunque frequentemente per scrivere) per ovviare all'assurdità di cui sopra. Davvero un peccato.

Stasis: Bone Totem - Un'avventura grafica punta e clicca che mescola meccaniche tradizionali con un design moderno e coinvolgente. L'atmosfera sci-fi con sfumature horror, unita a riflessioni su etica e corporazioni, rende l'esperienza affascinante e stimolante. La localizzazione in italiano è un valore aggiunto, sebbene la grande quantità di testi possa risultare impegnativa. La narrazione è intensa, con un finale che lascia qualche interrogativo, ma l'ambientazione e i rompicapo bilanciati mantengono alta l'attenzione. Un indie di grande qualità, curato nella scrittura e nell'art design, capace di emozionare e far riflettere. Un titolo assolutamente consigliato per gli amanti del genere. Voto: 8

En Garde! - Un'esperienza breve ma coinvolgente, impreziosita da un comparto visivo affascinante e da un combattimento appagante. La trama, semplice e ironica, sorprende per la sua leggerezza e coerenza. Il gioco ruota attorno alla protagonista carismatica e alla spettacolarità dei duelli, con missioni lineari che offrono un buon livello di sfida. Qualche bug e una certa ripetitività nei nemici sono piccoli difetti che non ne compromettono il valore: En Garde! resta un titolo solido, curato e ricco di stile. Voto: 7

The Silent Age - Un'avventura grafica narrativa che sfrutta con intelligenza il salto temporale, rendendo gli enigmi semplici ma spesso brillanti e stimolanti. Nonostante i limiti di una piccola produzione, offre atmosfere suggestive e una grafica minimalista ispirata alla fantascienza anni '60-'70. Il protagonista, inizialmente anonimo, evolve in un eroe suo malgrado. La brevità del gioco e la gestione poco fluida dei dialoghi sono le principali criticità, con un finale che appare affrettato. Nonostante qualche limite, The Silent Age offre un'esperienza intrigante e coinvolgente, capace di intrattenere nel poco (pochissimo) tempo (bastano poche ore) a sua disposizione. Voto: 6+

venerdì 5 luglio 2024

Deliver Us Mars

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/07/2024 Qui - Un'avventura che trasporta il giocatore nello spazio in un contesto più scientifico che di fantascienza, ricordando film come Interstellar. La narrazione è coinvolgente con alcuni momenti di spicco, nonostante alcuni difetti, specialmente nel finale, che ne compromettono la qualità. Il gameplay si concentra sull'esplorazione e la soluzione di enigmi ambientali, ben realizzati ma con poca varietà, e l'esplorazione presenta parti noiose, come la scalata. Un livello tecnico non ottimale e bug fastidiosi influenzano negativamente la qualità complessiva. Nonostante ciò, Deliver Us Mars rimane un titolo ideale per gli appassionati di fantascienza. Imperfetto ma stiloso, offre un'esperienza cinematografica con un messaggio forte e controverso su temi sensibili dell'ultimo decennio. La trama, sebbene familiare, sorprende in diverse occasioni. Il gioco cattura per l'atmosfera, la storia e la descrizione realistica delle emozioni dei personaggi. Con musiche coinvolgenti e una grafica adeguata, l'unica pecca significativa è l'espressione pietrificata dei personaggi, esclusa in parte la protagonista. Il finale della trama sembra affrettato, ma l'attesa per il terzo capitolo è alta, anche se sarebbe meglio recuperare prima il primo capitolo, che non ho ancora giocato. Voto: 7+

Videogiochi del periodo (Maggio/Giugno 2024)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 05/07/2024 Qui - Inizialmente avrei dovuto "portare" più giochi in questi mesi, con un altro eventuale post che invece non ci sarà (ce ne sarà uno a Settembre e l'altro a Dicembre), ma molteplici problemi legati proprio ad alcuni dei giochi che avrei dovuto portare non mi ha permesso tutto ciò. Vengo oggi quindi, con "soli" quattro giochi, che complici la longevità degli stessi, mi hanno comunque portato via il tempo necessario proprio per sopperire a questo. Ma in ogni caso, e per dovere di cronaca, devo spiegare nel dettaglio questi problemi. Iniziamo da Shenmue 3, avventura action del 2019, che purtroppo non permette una rimappatura dei tasti, motivo per cui non sarei riuscito a giocare con comodità, assolutamente imprescindibile per me, perciò rinunciare ho dovuto. Stesso discorso per Spirit of the North, un gioco d'avventura in terza persona sempre del 2019, che oltremodo, essendo non originariamente per PC, aveva una migliore conformità per console. Problemi di visuale e di movimento del player invece accusati con Mages of Mystralia, avventura action del 2017, forse un bug o semplicemente portabilità al PC non perfettamente riuscita ma il personaggio non rispondeva bene ai comandi. Ma niente in confronto a Soulstice, un hack and slash del 2022, portatore di un grave difetto di progettazione della telecamera, semplicemente orrenda. Infine, con grande dispiacere (perché molto quotato), ho dovuto rinunciare a giocare a Deathloop, sparatutto in prima persona del 2021, ma non per problemi tecnici, ma perché la calibrazione dello schema "muori, ricomincia, muori" era troppo settato in alto per i miei gusti. Rischiavo di giocare un'ora, sbagliare e ricominciare daccapo perdendo tutta la voglia, gli sforzi buttati così inutilmente. Meglio lasciare perdere, che poi fortuna sempre vuole, li abbia potuti prima provare, non sprecando soldi, questa l'unica consolazione del gratuito, su Epic in questo caso.

giovedì 18 aprile 2024

Call of the Sea

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/04/2024 Qui - Un buon titolo sotto quasi tutti gli aspetti. Siamo di fronte ad una rilettura molto intelligente delle opere di H.P. Lovecraft e di fronte ad una bella avventura grafica vecchio stile. Un puzzle game narrativo molto semplice, una storia d'amore e mistero che, per quanto pregna di riferimenti ad altre opere, è assolutamente godibile fino alle fasi finali di gioco. Call of the Sea è un esperimento interessante ma imperfetto, che denota qualche (legittimo) errore di inesperienza. Al gioco manca infatti solo una maggior cura per i dettagli e anche un po' di coraggio e tempo in più, ed è un vero peccato perché questo avrebbe portato ad un risultato decisamente migliore. L'avventura però, per struttura della storia, dei personaggi e dei dialoghi è degna di nota, rendendo l'esperienza di gioco coinvolgente e interessante, risultando mai banale, con un finale letteralmente nelle nostre mani. Call of the Sea è un buon esordio, il titolo è completamente incentrato sul risolvere gli enigmi e nel mentre esploriamo per trovare la soluzione nella mappa ci saranno disseminate molte lettere che narrano cosa è successo alla spedizione di nostro marito che è arrivato sull'Isola per trovare una cura alla malattia della moglie (la protagonista). Gli enigmi, a parte alcuni, sono abbastanza semplici da capire ma comunque non immediati quindi bisogna starci un po' a riflettere. Un difetto è la lentezza della protagonista, sebbene non sia troppo evidente nella maggior parte del gioco, ci sono momenti in cui devi attraversare aree ampie e farlo lentamente può risultare tedioso in certe parti. In generale comunque il titolo è più che consigliato nonostante qualche difetto. Perché sì, probabilmente non rimarrà fra gli esempi più notevoli del genere, ma bisogna rendere merito al fatto che riesce ad offrire una visione alternativa dell'universo narrativo lovecraftiano, potenzialmente capace di soddisfare (anche) chi non ha voglia di mostri o spaventi. In generale, la sensazione è quella di un'avventura scritta in maniera gradevole e mediamente godibile da giocare, ma non memorabile. Un racconto comunque non banale che lascia buone sensazioni per il futuro dello studio spagnolo, da gustare senza troppe pretese verso un finale piuttosto ispirato. Voto: 7

Videogiochi del periodo (Marzo/Aprile 2024)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 18/04/2024 Qui - A volte ci vuole una certa preparazione, preparazione fisica e/o mentale per affrontare, in questo caso nel campo puramente videoludico, le sfide più complesse, ma anche quelle più semplici. Ebbene, non c'è preparazione migliore se non quella che permette al giocatore di entrare nel mood del gioco, di esplorare anticipatamente la sua componente narrativa, però non con il classico tutorial iniziale, ma con un gioco che appunto anticipa il gioco stesso (e quest'ultimo nella sua versione ovviamente completa). Parlo di Ghostwire: Tokyo - Prelude, una brevissima visual novel gratuita (dalla durata esigua di circa 30 minuti) che racconta la storia prima degli eventi di Ghostwire: Tokyo. Essa è infatti (nonostante sia stata creata da un team completamente diverso e sia di genere altrettanto differente) una buona storia prequel per chiunque sia interessato a giocare a Ghostwire: Tokyo, gioco che appunto, un'entusiasmante avventura dinamica, che insieme ad una affascinante avventura ed un adrenalinico action, completano il quadro dei giochi finiti (ma non completati al 100%) negli ultimi due mesi. Un'introduzione che per quanto è contato in verità poco, ho apprezzato, ma non quanto il seguito però, che dalla recensione similmente s'intende, ho letteralmente adorato.

venerdì 8 settembre 2023

Whispering Willows

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Un'avventura bidimensionale horror di tutto rispetto, che non punta mai a livelli di eccellenza, ma che il suo lavoro sa fare. Classico del genere il gameplay, con un pizzico di metroidvania e di platforming in alcune fasi. La particolarità del titolo risiede nel distacco dell'anima della protagonista dal suo corpo, che le permette di raggiungere luoghi inaccessibili e scoprire cose che, nel mondo fisico, non le sarebbe possibile scoprire. Whispering Willows è tutto sommato un buon gioco, ma sarebbe potuto essere molto di più. Il titolo ha dalla sua diversi elementi qualitativamente molto solidi, ma al tempo stesso presenta evidenti lacune che gli impediscono di elevarsi al di sopra della media. Appropriandoci per un attimo di una delle frasi più abusate in ambito scolastico, potremmo dire che il gioco ha del potenziale, ma non si applica. La bella storia messa in piedi dai ragazzi di Night Light Interactive, che poteva essere l'elemento trainante della produzione, è breve (il gioco è completabile in meno di 3 ore) e troppo incentrata sul ritrovamento delle annotazioni, finendo per trascurare eccessivamente l'interazione diretta con i personaggi. L'ottimo comparto tecnico, pur rappresentando una delle componenti più riuscite del titolo, propone scene di intermezzo palesemente poco curate ed in netto contrasto con l'atmosfera generale del titolo. Il gameplay, infine, nonostante la presenza delle riuscitissime dinamiche di interazione con il regno spirituale, è la vittima inconsapevole del processo di semplificazione messo in atto dagli sviluppatori, che ne sminuisce in modo sensibile la freschezza. Potendo quindi prendere il gioco a se stante, la sua qualità intrinseca lo spinge ad un giudizio di sufficienza. Alle volte risulta un po' monotono e ripetitivo per via del molto camminare, ma riuscito dal punto di vista dell'aspetto audiovisivo e in grado di mantenere vivo (nonostante la materia trattata non sia propriamente "viva") l'interesse del giocatore fino alla fine della vicenda. In conclusione, un titolo molto carino, nonostante tutto da giocare. Voto: 6

Tandem: A Tale of Shadows

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Un titolo che mi ha piacevolmente stupito per la sua originalità e l'impatto visivo (un'avventura molto speciale, abbastanza rotonda ed equilibrata nelle 5-6 ore che dura), ma che l'amaro in bocca mi ha lasciato ugualmente. Un titolo che ci calerà nei panni di Emma, una dolce ragazzina che nei suoi abiti rimanda alla disneyana versione di Alice in "Alice nel Paese delle Meraviglie", e dell'orsacchiotto Fenton, dediti a scoprire la verità sul mistero della scomparsa di Thomas Kane, l'unico erede dei Kane, una famosa famiglia di illusionisti. Cinque ambientazioni per quaranta livelli differenti, alcuni contenenti dei segreti, conditi da una grafica 3D decisamente azzeccata per un'ambientazione gotica. I puzzle (che man mano diventano sempre più "ricchi") sono ben costruiti, difficili ma mai insormontabili lasciando appagati alla fine di ogni livello. Un bel puzzle game (sufficientemente longevo e variegato), articolato nel modo giusto e soprattutto capace di distinguersi nel panorama di settore grazie alla sua combinazione di punti di vista dedicato all'utilizzo diversificato dei protagonisti. Un puzzle game accompagnato da una storia avvincente e coinvolgente, peccato che il titolo riesca solo nella prima parte. Infatti per tutta la durata del gioco si aspettano dei risvolti eclatanti e uno sviluppo della trama che non arrivano. Peccato anche per la totale mancanza di rigiocabilità, un elemento che fa dispiacere poiché finisce per lasciare il titolo nel dimenticatoio una volta giocato e finito. Peccato pure per le scene di intermezzo non proprio di qualità. Nonostante tante buone idee insomma, Tandem: A Tale of Shadows non riesce a convincere fino in fondo. Se, da una parte, l'aspetto del gameplay lascia molti buoni spunti, dall'altra, il comparto narrativo ha delle evidenti carenze. È molto interessante la scelta di utilizzare due personaggi in modo alternato, cambiando di conseguenza anche la visuale di gioco e alcuni elementi dei comandi come il salto e la corsa ma i personaggi rimangono totalmente piatti. La bella atmosfera che si crea grazie al comparto tecnico viene vanificata da una storia non del tutto centrata. Ma il gioco riesce, soprattutto grazie ai puzzle, a divertire molto, quanto basta per colpire positivamente. Voto: 7

The Crow's Eye

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Idee già viste, ma ben rielaborate. The Crow's Eye è infatti un horror game ispirato a Bioshock sotto molti punti ma che ricorda allo stesso tempo Portal per la sua follia. Ma difatti, dopo qualche ora di gioco, si allontana dal tentativo di imitare i suoi predecessori, e si muove da vero puzzle game (story driven), fino a garantire un esperienza di gioco efficace e competitiva. Un puzzle game in prima persona ricco di suspense con qualche Jumpscare di tanto in tanto per tenere il giocatore in tensione per tutta la sua durata. Lo scopo principale è quello di investigare all'interno della struttura per scoprire la verità sulla scomparsa di alcuni studenti di una Università abbandonata e decaduta, risolvendo enigmi di tanto in tanto che richiedono l'uso di abilità e meccanismi particolari per sbloccare le serrature. I puzzle variano dall'utilizzo di cubi manipolati tramite una sorta di elettromagnete al teletrasporto sulle varie piattaforme. La quantità degli enigmi è cosi elevata da rendere il titolo generosamente longevo, nonostante la maggior parte di essi siano intuitivi e rapidi da completare. L'interfaccia di gioco ricorda per certi aspetti Bioshock, dagli slot per oggetti e medikit allo stile vintage che richiama il capolavoro targato 2K. Peccato solo per l'aspetto tecnico del gameplay, che presenta non pochi difetti e costituisce una nota dolente che si fa sentire spesso (un plauso invece va all'atmosfera e alla ambientazione, davvero ben fatte, ben riprodotte e riadattate). Nonostante ciò non si può di certo dire che l'opera di 3D2 Entertainment sia un buco nell'acqua ma, al contrario, ci pone di fronte ad un titolo di qualità, un titolo fatto con passione (solo peccati di gioventù e inesperienza da parte del team). Non perfetto e non proprio memorabile, ma ben riuscito. Voto: 6+

Videogiochi del periodo (Agosto 2023)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Anche questa volta c'è voluto un po' di tempo, tempo per trovare dalla mia ricca libreria di Prime Gaming, i giochi giusti, quelli che soddisfacessero i miei standard e soprattutto specifici requisiti, affinché riuscissi a giocarli e finirli senza tante difficoltà. Alla fine ne ho trovati quattro, questi quattro interessanti ognuno per alcune loro peculiarità, ma prima (e durante) ne ho provati parecchi. Iniziando da Pesterquest (un truce romanzo visivo a episodi), Manual Samuel (bizzarra avventura in 2D), HUE (gioco a piattaforme con enigmi) e Tales of the Neonsea (un'avventura in stile pixel-art retrò ad ambientazione urban cyberpunk), tutti purtroppo sprovvisti di una localizzazione in italiano, e continuando con Out of Line (avventura rompicapo a piattaforme), Cat Quest (GDR open world) e Rain World (survival platform game), che non consentivano di rimappare la tastiera a (mio) piacimento. Finendo con tre giochi che nonostante avessero i requisiti richiesti non mi hanno consentito, e per diversi motivi, di proseguire nel gioco. Mi riferisco a The Last Day of June, un videogioco rompicapo ad avventura grafica, dopo una mezz'ora di gioco i comandi sono diventati complicati da gestire e ho dovuto mollare, e poi Beasts of Maravilla Island, un'avventura 3D il cui scopo è fotografare flora e fauna di un'isola misteriosa, dopo dieci minuti "che barba, che noia" ed ho mollato, infine ecco Fahrenheit: Indigo Prophecy Remastered, un'avventura grafica/narrativa/dinamica del 2005, gioco passato alla storia per essere stato precursore del genere ed aver avuto in dote una colonna sonora del compianto Angelo Badalamenti, dopo ore di gioco sono sorti dei problemi con i quick time event del gioco, così tanto veloci e difficili che impossibile era per me riuscire nell'intento, i miei riflessi e movimenti non sono più quelli di una volta. Peccato, ma la scelta era fortunatamente ampia e qualcosa di adeguato ho comunque scovato.

venerdì 17 marzo 2023

Relicta

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/03/2023 Qui - Un titolo che viaggia tra alti e bassi, o per restare in tema, picchi positivi e negativi. Un puzzle game fantascientifico in prima persona (ispirato a Q.U.B.E. e Portal e simile ad altri) interessante ma non perfetto, che riesce a fare buon uso della fisica e di veicolarla con successo all'interno di meccaniche riuscite e divertenti, con enigmi ambientali sempre più difficili e complessi man mano che ci si avvicina alla conclusione. Purtroppo ci sono vari punti dolenti che non vanno di certo ad intaccare la godibilità del gameplay ma che, se trattati con maggiore cura, avrebbero esaltato molto di più tutto il lavoro. Una trama interessante, quantomeno sulla carta, che sfortunatamente perde di mordente con il passare delle ore, risultando al tempo stesso totalmente slegata dalle fasi di gameplay vero e proprio. Questa scollatura c'è, è importante, e pesa tantissimo nell'economia finale del gioco il quale resta godibile per grafica e trama ma diventa troppo ripetitivo lì dove dovrebbe invece distinguersi. Va però segnalata la longevità sorprendente, che si attesta sulle 15-20 ore circa, valore non da poco per un titolo del genere e le ambientazioni, davvero ben realizzate, pur con qualche caduta di stile, come la base lunare stessa, e soprattutto totalmente ininfluenti ai fini del gameplay. Tirando le somme, sì, Relicta è indubbiamente un titolo che se si è amanti del genere bisogna giocare (a patto di riuscire a sopportare la frustrazione di certi momenti). Non è assolutamente un gioco rivoluzionario ma riesce in modo intelligente ad emergere (seppur minimamente) dall'oceano di puzzle game. Voto: 6,5

giovedì 6 ottobre 2022

Planet Alpha

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/10/2022 Qui - Semplicemente un ennesimo esponente di una pletora di titoli che narra gli avvenimenti attraverso ciò che si muove su schermo senza presentare una singola riga di dialogo ma contornato da un comparto grafico di altissimo livello, per uno splendido viaggio in un affascinante e variegato mondo alieno, sotto la costante minaccia di un mortale invasore. Planet Alpha è un platform con elementi stealth e puzzle in cui la furbizia è la vera arma vincente. Purtroppo, a lungo andare alcuni puzzle possono sembrare un po' ripetitivi, con meccaniche già affrontate nei livelli precedenti seppur quasi sempre con piccole differenze. Inoltre, ad esser pignoli, in giochi come questi ci vorrebbe almeno qualche suggerimento iniziale, una sorta di tutorial (o magari qualche missione-simulata) per imparare ad affrontare e superare nemici e trappole di base, per poi applicare le conoscenze acquisite nei livelli più avanzati. In generale ci troviamo di fronte ad un gameplay scorrevole e divertente, che aiuta il giocatore facendolo ripartire da un checkpoint vicino al punto in cui è morto poco prima, e con nemici i cui movimenti spesso si ripetono in loop ad intervalli regolari. Se un certo ostacolo sembra impossibile da superare, e una volta scoperto il trucco, il gioco ci regala una soddisfazione immensa dandoci coraggio per affrontare gli stages successivi, con nemici ed insidie sempre più numerose e pericolose. E così il gioco, nel suo complesso, risulta un action 2D a scorrimento molto godibile, forte di un concept alla base davvero notevole. Planet Alpha è infatti uno dei mondi alieni più belli mai visti, un'insieme di ispirazioni ludo-estetiche che ha portato a un risultato eccezionale nella sua pura forma visiva. Una missione dal gameplay già visto, collaudato, divertente ma mai esaltante, che si anima grazie alla possibilità di alterare la rotazione del pianeta e malleare il suo ciclo giorno-notte, scintilla creativa che accende la miccia dei suoi momenti più interessanti, capaci di dare un'identità unica al progetto pur sfruttati col contagocce. Poco male per un gioco capace di intrattenere e divertire, ma anche di emozionare, un'avventura per gli amanti del genere da non lasciarsi sfuggire. Perché certo, alla fin fine il livello di sfida e le sezioni puzzle non mettono mai a dura prova il giocatore, ma il titolo merita di essere giocato dall'inizio alla fine, anche solo per godersi l'eccellente direzione artistica. Voto: 7

Videogiochi del periodo (Settembre 2022)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 06/10/2022 Qui - Un servizio (ricordo gratuito agli abbonati Amazon), quello di Prime Gaming, che si è rivelato come verificato ed (ahimè) prospettato un servizio dalle due facce, ma comunque utile e non del tutto disprezzabile. Perché anche se nella loro libreria l'80% dei titoli è quasi spazzatura, il meglio lo riservano per conto di terzi (ovvero tramite piattaforme esterne come Ubisoft ed Origin) ed è una gran cosa. Infatti, anche a volte mensilmente, se ne escono con certi titoli davvero fantastici che non ci si crede, titoli di cui alcuni giocati durante quest'anno (in primis Star Wars Jedi: Fallen Order) ed altri giocherò prossimamente (Far Cry 4 ed AC Origins), con tanti altri che riscattati ma per il momento parcheggiati (Need for Speed Hot Pursuit ed Heat, GRID Legends, Mass Effect Legendary Edition ed alcuni altri). Io tuttavia, per il mese di Settembre, ho deciso di giocare ad alcuni titoli della libreria personale di Prime Gaming (14 mesi son passati dai primi riscatti), anche se non è stato facile trovare quelli "perfetti", ma almeno tre son riuscito alla fine a trovare (come si può vedere/leggere). Difatti ho scartato più della metà (parliamo di 150 giochi) solo per il genere (non consono ai miei gusti), dai strategici agli arcade, gestionali e simulazioni non di auto tra gli altri. Eppure, a proposito di ciò, purtroppo ho scoperto di non riuscire a gestire le simulazioni automobilistiche, e così tra gli altri anche WRC 7 e 8 ho dovuto scartare. Il resto sono soprattutto avventure, ma di queste solo una manciata papabili al gioco, tra cui Monkey Island (9 episodi/capitoli) che però è un caso a parte (prima di avventurarmi nell'ultima avventura da poco uscita potrei chissà rigiocarci). Ne ho provati più di una dozzina prima di trovare quelli giusti, e scommetto che i prossimi stessa difficoltà, poiché molti hanno dei "difetti" con cui andare d'accordo non riesco. Localizzazioni in italiano inesistenti, visuali di movimento complicate ed impossibilità nel cambiare comandi, rivelatosi (personalmente) insormontabili ostacoli, e in alcuni casi mi è proprio dispiaciuto (Liberated, Song of Horror, Candleman e Batman: The Enemy Within). Ma va bene dai, tanto tutti gratuiti erano, sono e saranno, che importa dopotutto, e comunque materiale mai mancherà, in questa libreria ma soprattutto in altre.

giovedì 16 giugno 2022

The Vanishing of Ethan Carter

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/06/2022 Qui - Un buon walking simulator investigativo, dove nei panni di un ignoto personaggio dovremo scoprire i motivi della morte degli abitanti in un piccolo villaggio sperduto tra montagne e foreste. A ogni corpo ritrovato bisogna ricostruire la scena del crimine attraverso gli indizi trovati nelle vicinanze. La progressione non è particolarmente lineare, le ambientazioni sono piuttosto vaste, forse un po' troppo risultando dispersive in certi casi, ma questo dà la possibilità al giocatore di esplorare e tornare sui propri passi per non tralasciare nulla. La narrazione è molto buona, tra un investigazione e l'altra si assiste ad eventi assurdi che solo nell'incredibile finale troveranno risposta, con rivelazioni che metteranno in discussione ogni idea che ci siamo fatti fino a quel momento. L'indie sviluppato da The Astronauts (che sembra essersi ispirato a Lovecraft) è senza dubbio particolare (tecnicamente e graficamente buono), ma non eccellente. Atmosfere abbastanza ispirate, riesce a tenere la suspense fino all'ultimo, nonostante non vi siano "combattimenti" o azione, riesce comunque a tenere alta l'ansia di chi lo gioca, ma a parte questo l'ho trovato un po' troppo anonimo, la storia seppur intrigante non l'ho trovata, una volta arrivato alla fine, così ben costruita da lasciare il segno. Il gioco dura poche ore, ma per la categoria di gioco, è giusto così, anche se qualche ora in più, l'avrei gradita. In conclusione, va detto che mai come in questo caso il gioco in "esame" è così legato alla soggettività di chi si pone davanti allo schermo. Personalmente, The Vanishing of Ethan Carter è stata una buona avventura, per quanto lineare e banale nella risoluzione degli enigmi relativi agli omicidi. Il finale sicuramente può essere un ulteriore spartiacque, ma in ogni caso emerge una discreta originalità da parte del team di sviluppo che in fondo è riuscito a raccontare una storia abbastanza coinvolgente ed interessante. Voto: 6,5

Obduction

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/06/2022 Qui - Fondamentale per giocare a questo gioco è ricordarsi che ogni tanto è bene staccare la spina. Obduction è infatti un puzzle game in prima persona estremamente difficile. Si rifà a due classici del gaming che non aiutavano in alcun modo il giocatore (Myst e Riven). Difatti ciò che si ha è un mondo da esplorare colmo di enigmi e puzzle sempre più complessi. La differenza fondamentale rispetto alla quasi totalità dei giochi moderni è che in questo caso non si ha alcuna direttiva su cosa fare, come farlo o semplicemente dove andare. C'è una sensazione di spaesamento tipica delle avventure dei tempi andati. Ma superato il possibile smarrimento iniziale, l'opera scorre via liscia come l'olio (puzzle permettendo, naturalmente). E comunque se si ha bisogno d'aiuto c'è sempre Youtube. Un'opera che non punta su una trama molto ben definita, ma preferisce prediligere la suggestività dell'ambientazione. Su questo punto niente di dire, lo stile artistico particolare non per caso colpisce nel segno, non si può tuttavia soprassedere su qualche difetto tecnico di troppo, e su una seconda parte molto poco ispirata rispetto alle aspettative iniziali. La presenza di più finali non giustifica la rigiocabilità di questo titolo che può risultare ripetitivo anche dopo qualche ora di gioco. Nel complesso quindi un discreto videogioco, l'esperienza, anche se ho avuto qualche forte mal di testa nel procedere, abbastanza soddisfacente. Un'esperienza che tuttavia non si può che consigliare solo agli esperti del genere, troppo ostico infatti per gli altri, che potrebbero perdere letteralmente la testa. Voto: 7

Videogiochi del periodo (Maggio/Giugno 2022)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 16/06/2022 Qui - Se non ho mai giocato ad un Dark Souls ci sarà un perché, è perché non ho mai ben sopportato il classico "muori-ritenta-muori ancora", ma non è solo per quello, il problema è il bilanciamento della difficoltà settato molto in alto (non esiste la difficoltà facile). Non è un caso che io abbia provato a giocare (così per caso, non avevo intenzione ma è successo, il riceverlo gratis certamente ha pesato) a Remnant: From the Ashes e mi sia arreso dopo poco tempo. Remnant infatti, che pur con le dovute differenze è molto simile al famosissimo titolo prima citato, è un gioco tosto, tostissimo. Soprattutto se questo è giocato in solitaria, che è molto più complicato che giocato in co-op, c'è difatti questa possibilità, ma nessuno con cui potrei farlo, e quindi fregato son rimasto. Difficile quindi immaginare per me giocare al celebrato Elden Ring, cui meccaniche e stile di combattimento simile, basato su tempismo di schivata e sull'abilità di assegnare più colpi in una finestra temporale ridotta (tra un attacco e un altro per intendersi), non fanno al caso mio, anche perché spenderei tutte le mie energie per farcela, e poiché già tantissime non sono, inutile sarebbe. I combattimenti infatti, come ho potuto anche se per poco notare con Remnant, hanno ritmi serrati e impongono un attenzione davvero alta, in quanto anche un solo errore banale può fare davvero la differenza. E la stamina non è amica, pochi movimenti e si è già a corto di fiato, alla mercé dei nemici. Potete quindi capire, anche per la frustrazione, chi conosce questo genere di gioco sicuramente sa, che ne deriva. Preferisco semplicemente altre cose, altri generi, per divertirmi e concludere senza troppe difficoltà le mie run di gioco, quotidiane ma sempre piacevoli, con giochi come quelli che oggi recensisco/esamino.

venerdì 15 aprile 2022

Star Wars Jedi: Fallen Order

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/04/2022 Qui - Ho amato profondamente Jedi: Fallen Order (ambientato tra gli eventi di Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith e Rogue One: A Star Wars Story), che è risultato inaspettatamente al di sopra delle mie attese, forse perché è stata la prima volta che ho giocato ad un titolo dell'universo di Star Wars. In ogni caso uno di quei titoli da cui è difficile staccarsi, uno di quelli che mai interromperesti, attendendo con ansia la tua prossima run per capire come si evolverà la storia di Cal Kestis (un Padawan Jedi in fuga dall'Impero Galattico). La componente narrativa però è solo il tassello di un puzzle più complesso, un puzzle composto anche dal fanservice, dall'effetto nostalgia e da un combat system sorprendentemente articolato. Star Wars Jedi: Fallen Order centra infatti il bersaglio ottimamente, offrendo il giusto mix di azione adrenalinica ed esplorazione ragionata. Le meccaniche metroidvania sono innestate alla perfezione all'interno della formula di gioco, Respawn Entertainment riesce difatti a fondere ottimamente tutti gli elementi e a dar vita a un'esperienza affascinante, appagante e piuttosto longeva (quasi 30 ore con i collezionabili e l'esplorazione), nonché coerente con l'ecosistema di Guerre Stellari (molto più delle ultime produzioni cinematografiche). Buono il level design dei singoli pianeti (a tratti forse un po' caotico), che invoglia da subito all'esplorazione, swordplay e più in generale combat system dinamico altrettanto buoni, storia non sconvolgente ma comunque servibile. Dall'altro lato non è ineccepibile dal punto di vista tecnico, ci sono piccoli glitch grafici ovunque, animazioni e movimenti che ogni tanto vanno a farsi benedire, e via dicendo. Piccolezze che comunque non tolgono nulla al risultato finale. In ottica post-game una grossa pecca è la totale assenza di qualsiasi forma di viaggio rapido all'interno di uno scenario. Se vorremo tornare in quella particolare area del tal pianeta per recuperare dei collezionabili o degli upgrade ci dovremo armare di santa pazienza e ripercorrere il livello (ci sono delle scorciatoie sbloccabili che accorciano leggermente i tempi). Altra nota un pochino stonata che non ho apprezzato è l'olomappa. Cioè la mappa del mondo di gioco che stai visitando, visualizzata come ologramma. Ok, l'olomappa è figa e futuristica, ma caspita, io la sto guardando su uno schermo, che è piatto, quindi tutta la figaggine dell'olomappa va a farsi benedire e ne rimane una mappa di difficile consultazione, soprattutto per le aree più intricate, ci si trova a non capire come si arriva a un determinato punto e si va a tentativi. I personaggi sono ben studiati e a qualcuno verrà quasi spontaneo affezionarsi (un certo piccoletto sulla spalla in primis). Trama semplice ma ben fatta, invoglia a proseguire la nostra avventura verso il finale, in cui peraltro ci troveremo a confrontarci anche e niente meno che con "colui che non deve essere nominato". Insomma, a conti fatti non posso che consigliare (seppur a distanza di anni) questo gioco (che io comunque ho ricevuto gratuitamente), soprattutto ai fan della serie. Certo, non è un videogioco perfetto, ma si spera sia l'ottimo assaggio di ciò che ci attende in futuro. Voto: 8-

DARQ: Complete Edition

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/04/2022 Qui - Un titolo sicuramente inquietante, a tratti pieno di tensione e spesso angosciante. DARQ (un'avventura a scorrimento laterale in 2D che si svolge nell'oscuro mondo in scala di grigi dell'incubo di Lloyd) è un gioco artistico (dal punto di vista grafico presenta infatti una struttura che sembrerebbe pensata direttamente dal celebre regista Tim Burton, cosa ulteriormente accentuata dalla scelta stilistica dell'uso del bianco e nero per tutta la durata del prodotto) che sa sfruttare al meglio la prospettiva per far girare tutti gli ingranaggi, e onestamente anche un po' la testa (oltre a muoverci in avanti o indietro, è possibile difatti ispezionare anche la profondità, sempre se troviamo il modo di capovolgere la direzione tramite tasti o accessi, possiamo praticamente salire nelle pareti, questo è il vantaggio di giocare nel sogno di Lloyd, ci sono pochi limiti alla fantasia). Alcuni enigmi possono essere risolti andando a tentativi, ma la maggior parte delle volte il gioco propone puzzle molto dinamici e interessanti, il che fa di questo titolo una facile raccomandazione per gli amanti del genere. I livelli extra che la Complete Edition offre (La Torre e La Cripta) sono una buona aggiunta al pacchetto base, proponendo non solo più divertimento, ma anche una svolta alle meccaniche di gioco. DARQ (che per quanto si tratti comunque di una produzione indipendente mostra un comparto tecnico di tutto rispetto) è un titolo relativamente breve (4 + 2, 6 ore in pratica), ma forse è meglio così: un'esperienza di gioco lunga abbastanza da tenere il giocatore incollato allo schermo, con puzzle intelligenti e un'atmosfera da brividi, che non lasciano spazio alla noia. Certo, talvolta gli enigmi prendono il sopravvento sul lato spaventoso, catturando tutta l'attenzione, il finale è troppo rapido e non mi ha convinto la difficoltà dei nemici che si incontrano, in quanto sembrano davvero minacciosi solo all'inizio del gioco, quando sono presenti in maniera abbastanza costante, procedendo nel gameplay infatti solo in pochi casi le creature tenteranno di braccarci, fino a scomparire quasi del tutto, un aspetto che fa calare sia la tensione, sia l'effettivo tasso di sfida e di ingaggio, temi che fanno soffrire un po' il gioco, ma nel complesso bello davvero. DARQ anche se ricorda particolarmente Little Nightmares, senza molti dubbi abbiamo la stessa sensazione in game, è un'esperienza affascinante, emozionante nella sua inquietudine grottesca, ottimo per passare qualche ora a far muovere gli ingranaggi della nostra mente, un incubo che vale davvero la pena di giocare. Voto: 7+