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giovedì 26 marzo 2026

Videogiochi del mese di Marzo 2026: Inside & Syberia: The World Before

Post pubblicato su Pietro Saba World il 26/03/2026 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Inside - Un gioco che, stesso studio stessi sviluppatori, condensa l'eredità di Limbo in un'esperienza più raffinata ma altrettanto inquieta: un platform 2D essenziale, narrato solo attraverso ambienti, suoni e dettagli visivi. Si segue un ragazzo in fuga dentro una distopia fatta di esperimenti, controllo e corpi svuotati, senza dialoghi né spiegazioni, lasciando al giocatore il compito di interpretare ciò che vede. L'estetica è minimale ma potentissima: palette ridotta, luci e ombre chirurgiche, animazioni fluide e scenari che raccontano più di qualsiasi testo. Il sonoro alterna silenzi pesanti a momenti di tensione pura, amplificando l'isolamento. Le meccaniche restano semplici (puzzle ambientali, sezioni di fuga, controllo di "zombie") sempre al servizio dell'atmosfera più che della difficoltà. Pur ampliando la formula, Inside rimane molto vicino a Limbo: stessa filosofia, stessa struttura, meno impatto emotivo. È più evoluzione che rivoluzione, e la sua narrativa volutamente criptica può lasciare un retrogusto amaro. Ma come viaggio breve, cupo e stilisticamente impeccabile, resta un'opera di grande valore, capace di insinuarsi sotto la pelle e restare impressa. Voto: 8-

Syberia: The World Before - Un gioco che di fatto è un ritorno sentito e rispettoso all'immaginario di Benoît Sokal, un'avventura che recupera lo spirito classico della serie dopo le incertezze del terzo capitolo. La storia alterna Kate Walker e Dana Roze in due linee temporali complementari, offrendo un racconto emotivo, nostalgico e ricco di atmosfera, pur senza raggiungere l'impatto dei primi due giochi. Il punto di forza resta la narrazione: ambientazioni curate, una Vaghen splendida e viva, una colonna sonora evocativa e puzzle meccanici semplici ma affascinanti. L'esperienza funziona soprattutto come omaggio all'autore e come viaggio narrativo, più che come sfida logica. I limiti sono evidenti: comparto tecnico datato, animazioni rigide, ritmo lento, qualche ingenuità nella scrittura e un mondo che a tratti perde coerenza con il tono fiabesco della saga. Anche la trama politica e i riferimenti velati risultano meno incisivi del previsto. Nonostante ciò, è un'avventura piacevole, coinvolgente e rispettosa del suo passato, consigliata ai fan storici e accessibile anche ai nuovi giocatori, purché disposti ad accettarne la lentezza e le imperfezioni. Voto: 6,5

mercoledì 17 dicembre 2025

Videogiochi del mese di Dicembre 2025: Trek to Yomi & Black Mirror IV (2017)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 17/12/2025 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games all'ultimo entrato Amazon Luna (entrambe via servizio Prime Gaming), e infine dall'App EA, Microsoft e Legacy Games.

Trek To Yomi - Un action che punta tutto sull'impatto visivo: un bianco e nero elegante, regia curata e atmosfere che richiamano Kurosawa e la tradizione giapponese. La storia del samurai Hiroki, ambientata nel periodo Edo, accompagna il giocatore in un viaggio tra vita e morte, arricchito da collezionabili e scorci evocativi. Il combat system, pur immediato e accessibile, soffre di ripetitività e poca varietà, con hitbox imprecise e nemici poco diversificati. L'esplorazione lineare offre qualche spunto interessante, ma non riesce a compensare del tutto le lacune ludiche. Nonostante ciò, l'opera di Flying Wild Hog resta affascinante e coraggiosa: un tributo alla cultura nipponica che conquista soprattutto sul piano estetico e audiovisivo, lasciando un segno più per la sua bellezza scenica che per la profondità del gameplay. Voto: 7,5

Black Mirror IV (2017) - Sviluppata da KING Art Games e pubblicata da THQ Nordic (reboot della serie "The Black Mirror"), un'avventura grafica dalle tinte gotiche ambientata in Scozia nel 1926. La storia segue David Gordon, giovane tormentato da incubi e visioni, che indaga sui segreti oscuri della sua famiglia e della villa che ha ereditato. Il gameplay riprende la struttura classica del punta e clicca, con esplorazione, dialoghi e puzzle ben congegnati, arricchiti da qualche QTE e da un inventario più moderno. Atmosfera e comparto audio sono i punti di forza, capaci di immergere il giocatore in un mondo cupo e misterioso. Sul piano tecnico, però, il titolo mostra limiti evidenti: grafica poco rifinita, bug frequenti, caricamenti lunghi e comandi macchinosi rendono l'esperienza pesante e frustrante. In definitiva, Black Mirror (spesso rinomato "Black Mirror IV" o "Black Mirror 4") è un'avventura affascinante per atmosfera e narrazione, ma frenata da problemi tecnici che ne riducono il potenziale. Voto: 6

mercoledì 24 settembre 2025

Videogiochi del mese di Settembre 2025: Darksiders III & The Expanse: A Telltale Series

Post pubblicato su Pietro Saba World il 24/09/2025 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games all'ultimo entrato Amazon Luna (entrambe via servizio Prime Gaming), e infine dall'App EA, Microsoft e Legacy Games.

Darksiders III: Deluxe Edition - Un action solido che cerca di rinnovarsi, ma finisce per sacrificare alcuni degli elementi che rendevano unica la serie. Il passaggio da una struttura "alla Zelda" a un'impostazione più lineare e tradizionale lo rende meno originale, soprattutto agli occhi dei fan storici. Il level design resta interessante, con ambientazioni post-apocalittiche suggestive e una buona dose di esplorazione, ma la narrazione fatica a coinvolgere: la trama è frammentaria, i dialoghi poco incisivi e lo stile visivo altalenante. Il sistema di combattimento, pur non essendo particolarmente profondo, è veloce e reattivo, e riesce a offrire momenti di puro divertimento. Certo, alcuni passaggi frustanti e ripetitivi, e per qualche situazione inoltre, data una certa complessità dei duelli e dalle direzioni da prendere, ho avuto bisogno di un aiuto, tant'è che per questo ho preferito non giocare i due DLC, ma nel complesso esperienza godibile la mia. L'avventura si sviluppa in modo fluido per una quindicina di ore, con un mondo da scoprire passo dopo passo, anche se privo di veri colpi di scena. Nel confronto con i predecessori, Darksiders 3 perde sia la componente enigmistica del primo capitolo sia l'anima ruolistica del secondo, risultando meno ambizioso e più convenzionale. Nonostante ciò, rimane un titolo godibile per gli appassionati del genere, capace di intrattenere senza eccellere. Un ritorno che convince a metà: funzionale, ma privo di quella scintilla che l'avrebbe reso davvero memorabile. Voto: 7

The Expanse: A Telltale Series [Deluxe Edition] - Un'avventura narrativa ad episodi (cinque per l'esattezza) ambientata prima degli eventi della, riuscita e godibilissima, serie TV, incentrata su Camina Drummer, interpretata da Cara Gee. Il gioco offre scelte morali significative, esplorazione spaziale e una trama coinvolgente, arricchita da ambienti dettagliati e una buona scrittura. Nonostante alcuni limiti tecnici e un motore grafico datato, l'esperienza resta immersiva. Il DLC incluso nella Deluxe Edition, dedicato a Chrisjen Avasarala, risulta poco incisivo: ambientato interamente in un ufficio, propone interazioni limitate e scelte con impatto minimo. Pur ben scritto, risulta trascurabile. In sintesi, il gioco principale è solido e appassionante, ideale per fan della serie e amanti delle storie interattive. Il DLC, invece, non aggiunge valore. Voto: 7

giovedì 28 novembre 2024

Videogiochi del mese di Novembre 2024: The Outer Worlds & Earthlock

Post pubblicato su Pietro Saba World il 28/11/2024 Qui - Consuetudine per me, per la fine della mia annuale campagna gaming, selezionare per ultimi, avendo già preventivamente riservatogli più tempo, i titoli più longevi a disposizione dalle mie librerie di gioco. E' non è cambiato quest'iter anche quest'anno, peccato solo che giocare a quello più lungo non ho potuto e per una abbastanza "sciocca" e "incredibile" ragione. Per giocare a Dying Light infatti, videogioco survival horror in prima persona, necessario una tastiera intera, roba che, riservare 40 tasti per ogni singola determinata azione, è da pazzi. Doppia beffa poi, il fatto che non potevo usare la tastiera su schermo (che io uso per ragioni che dovreste già conoscere) per ovviare in parte a quella follia, cosicché non ho potuto fare altro che saltare la fila, passare ai successivi giochi, che non ho faticato a far "girare".

The Outer Worlds: Spacer's Choice Edition - Rilasciato nel 2019, il GDR sci-fi di Obsidian Entertainment e Private Division ha accolto (nel 2023) la sua edizione completa, ricevuta sorprendente in dono. Anche se comprende tutti i DLC, alcuni la considerano meno valida dell'originale in vari aspetti (forse per questo?). Non avendo testato la versione iniziale, non posso fare paragoni; tuttavia, i due DLC mi hanno impegnato profondamente, forse più del racconto principale, e ho trovato il gioco nel suo insieme piacevole, malgrado le imperfezioni tecniche che sarebbero dovute essere corrette. The Outer Worlds è un GDR conciso ma ambizioso, un RPG sfumato che offre ampia libertà di scelta, all'interno di un universo fresco e affascinante. Il suo essere un gioco a "budget medio" ne limita la perfezione, sia nei contenuti che nella finitura tecnica, e benché unisca elementi di Fallout e Mass Effect senza stravolgimenti, e nonostante alcune lacune grafiche e tecniche, vale la pena giocarlo. L'arte e una colonna sonora superba compensano questi difetti, rendendolo un classico RPG da esplorare con calma. Inizialmente può apparire lento e poco originale, ma avanzando si crea un legame con l'ambientazione, la caratterizzazione e le innovazioni che tentano di elevare il gameplay rispetto ad altri giochi. In conclusione, The Outer Worlds è un gioco gratificante e leale, che mi ha coinvolto per un trentina di ore tra missioni principali e secondarie. Mi ha intrattenuto parecchio e lo suggerisco agli appassionati del genere. Voto: 7,5

Earthlock: Festival of Magic - Dopo l'esperienza (felice ma faticosa) con Cris Tales, ho tentato un altro JRPG, Earthlock, che purtroppo non ha soddisfatto le aspettative. Nonostante alcuni aspetti positivi, il gioco è afflitto da problemi tecnici che ne limitano il godimento. Il sistema di combattimento di Earthlock: Festival of Magic è interessante, ma il gioco non costruisce un mondo abbastanza coinvolgente per meritare elogi. La narrazione, incentrata sul prevenire l'apocalisse, non brilla e l'interfaccia del gioco è poco attraente e funzionale. Anche se gli scontri sono divertenti, la mancanza di un elemento unificante rende i combattimenti poco più che un'aggiunta, incapaci di sostenere il gioco di Snowcastle Games. La parte tecnica, nonostante una direzione artistica accettabile, non riesce a distinguersi. Inoltre, rallentamenti inspiegabili peggiorano ulteriormente l'esperienza. In definitiva, Earthlock è un passabile JRPG che non raggiunge l'eccellenza. Un'opportunità parzialmente mancata. Voto: 5,5

giovedì 31 ottobre 2024

Videogiochi del mese di Ottobre 2024: Genesis Noir & Endling

Post pubblicato su Pietro Saba World il 31/10/2024 Qui - Seconda parte dello "speciale" Prime Gaming di quest'anno (la prima lo scorso mese), e a dire "addio" a "sogni di gloria" sono stati due giochi che, nonostante avessero (al contrario dei precedenti tre) la localizzazione in italiano (peraltro nemmeno così tanto necessario visto il genere non narrativo dei suddetti giochi), colpa di problemi di visuale e controlli ho dovuto ugualmente scartare. Faraway: Jungle Escape (adventure escape game), che purtroppo non consentiva l'utilizzo della tastiera su schermo per i comandi tra l'altro non rimappabili, e Scarf (adventure game mixing puzzles and 3D platforms), che nonostante la rimappatura possibile, suddetti controlli davvero legnosi, senza dimenticare la visuale non propriamente perfetta. Per il resto pochi giochi personalmente interessanti come i due di oggi.

Genesis Noir - È un gioco affascinante, ma manca di divertimento. Presenta un titolo insolito, sicuramente non per tutti, distintivo nel suo modo di comunicare e nel contenuto che trasmette. Inizia promettentemente con un'atmosfera da investigazione e una colonna sonora jazz molto adatta, oltre a uno stile grafico distintivo e ben realizzato. Tuttavia, il gameplay risulta monotono, limitandosi a seguire gli eventi con minima interazione. Il gioco, che intreccia amore e scienza in un triangolo amoroso culminante nell'esplosione del Big Bang, sarebbe stato migliore se fosse stato più breve di due ore. La conclusione è tediosa e poco coinvolgente. Il collegamento tra la "storia" e il "viaggio cosmico-temporale" è piuttosto astratto, sebbene in parte intuibile. In definitiva, non è male, ma è eccessivamente onirico e surreale per essere veramente appassionante. Nonostante evidenti difetti tecnici, rimane un gioco da provare per la sua qualità e originalità. Voto: 6+

Endling: Extinction is Forever - "Endling" è un'avventura survival che trasmette un potente messaggio ambientalista. Anche senza parole, il gioco comunica e insegna molto. Presenta una dualità: è un videogioco impegnativo, che supera la sua grafica affascinante e i teneri cuccioli di volpe, e un messaggio interattivo. Nonostante la necessità di migliorare alcuni aspetti del gameplay, come la ripetitività e la stanchezza dopo cinque ore di gioco, oltre a ostacoli che causano frustrazione piuttosto che stimolare l'ingegno, questi elementi contribuiscono all'esperienza complessiva. La routine quotidiana, i pericoli costanti e la paura di esplorare troppo lontano per non fare ritorno tardi alla tana, fanno di "Endling" un'esperienza commovente. Il giocatore si cala nei panni di una madre volpe che lotta per la sopravvivenza in un mondo reso inospitale dall'azione umana, con acque inquinate e foreste devastate. È un mondo dove gli esseri umani hanno sacrificato il futuro per un presente egoistico. Pur con una certa ripetitività, "Endling" è un tesoro da scoprire, possibilmente con un pacchetto di fazzoletti a portata di mano. Merita di essere vissuto appieno. Voto: 7

lunedì 30 settembre 2024

Videogiochi del mese di Settembre 2024: NAIRI & Q.U.B.E.

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/09/2024 Qui - Questo mese avrebbero dovuto essere presenti tutti e quattro i giochi degli ultimi due mesi, che fanno parte della mia libreria di Prime Gaming. Tuttavia, ho dovuto suddividere il tutto in due parti. Anche la lista dei giochi esclusi è stata divisa in due; perciò, oggi menziono solo tre videogiochi che ho scartato perché privi di localizzazione in italiano. Requisito utile e necessario per giocare a The Forgotten City (avventura narrativa con loop temporali), Dexter Stardust: Adventures in Outer Space (avventura classica point-and-click) e Orten was the Case (gioco d'avventura detective/puzzle).

NAIRI: Tower of Shirin - Un'avventura point-and-click che mescola puzzle divertenti e complessi con una narrazione affascinante, resa unica dai suoi personaggi carismatici. La grafica disegnata a mano e gli scenari dettagliati, insieme a una colonna sonora coinvolgente, arricchiscono l'esperienza di gioco. L'anticipazione per il seguito di Nairi è tangibile, anche se sarebbe stato utile sapere in anticipo che la storia avrebbe richiesto una continuazione, attualmente solo accennata. Il gameplay si evolve da semplice a notevolmente intricato, aumentando la complessità e offrendo una sfida anche ai giocatori esperti. Il principale limite è la breve durata. In conclusione, è un gioco che strega, trasportando in un mondo onirico e profondo, dipinto con la delicatezza dell'acquerello. Non è rivoluzionario, ma è sicuramente coinvolgente. Voto: 6,5

Q.U.B.E: Director's Cut - Q.U.B.E., pur essendo un discendente di Portal, offre enigmi intriganti che crescono in complessità senza essere eccessivamente difficili, ambientati in una trama e un contesto semplici ma gradevoli. Nonostante problemi di mira e l'assenza di sottotitoli, il gioco mantiene un'elevata qualità. Q.U.B.E: Director's Cut, divertente ma talvolta frustrante, si completa in meno di 10 ore. Non raggiunge i livelli dei titoli Valve, ma è ben fatto, gratificante e spinge a proseguire attraverso i capitoli. Il DLC aggiunge sfide di velocità e stanze segrete, mentre i dialoghi in inglese senza sottotitoli migliorano la narrazione visiva, rendendo il gioco più immersivo. In conclusione, è un'avventura breve ma avvincente, ideale per gli appassionati di puzzle-game, con enigmi di qualità e un gameplay soddisfacente. Voto: 6,5

venerdì 5 luglio 2024

The Night of the Rabbit

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/07/2024 Qui - Un coniglio bianco, creature mascherate e un bosco abitato da scoiattoli, rane e topolini parlanti popolano questa storia, insieme a Jerry, un apprendista mago che deve tornare a casa per la cena, ma solo dopo aver salvato il mondo. Si tratta di un'avventura grafica in stile punta e clicca, con una lunga durata, un mondo di gioco affascinante e enigmi intriganti, sebbene a volte siano un po' troppo complessi e astrusi (chi sostiene di non aver mai imprecato cliccando a caso per risolvere un enigma sta sicuramente mentendo). La vera perla di questa avventura è però la storia narrata: Jeremiah è un personaggio memorabile, al quale è impossibile non prendere affetto, e insieme a lui ci si ritrova a credere nella magia e a vivere un'avventura emozionante e nostalgica. Nonostante alcuni difetti, il gioco mi ha colpito positivamente. La trama è coinvolgente, i personaggi e le ambientazioni sono ben realizzati, e gli enigmi sono generalmente di mio gradimento. Tuttavia, a volte ho dovuto consultare la soluzione perché mancava chiarezza sulle azioni da compiere, lasciando il giocatore un po' allo sbaraglio, con molti oggetti inutili nell'inventario che si trascinano per tutta l'avventura. La complessità data dai numerosi personaggi e luoghi ha reso il gioco a tratti piuttosto complicato. È un peccato, perché con meno complicatezza sarebbe stato più apprezzabile. Ciononostante, Daedelic Entertainment (la stessa di Deponia e di Ken Follett's The Pillars of the Earth) raggiunge ancora l'obiettivo con un prodotto di alta qualità e artisticamente notevole. Raccomando questo gioco soprattutto agli appassionati di enigmi, nonostante possa risultare a volte frustrante; a me è piaciuto e penso che difficilmente deluderà. Voto: 6,5

giovedì 18 aprile 2024

Call of the Sea

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/04/2024 Qui - Un buon titolo sotto quasi tutti gli aspetti. Siamo di fronte ad una rilettura molto intelligente delle opere di H.P. Lovecraft e di fronte ad una bella avventura grafica vecchio stile. Un puzzle game narrativo molto semplice, una storia d'amore e mistero che, per quanto pregna di riferimenti ad altre opere, è assolutamente godibile fino alle fasi finali di gioco. Call of the Sea è un esperimento interessante ma imperfetto, che denota qualche (legittimo) errore di inesperienza. Al gioco manca infatti solo una maggior cura per i dettagli e anche un po' di coraggio e tempo in più, ed è un vero peccato perché questo avrebbe portato ad un risultato decisamente migliore. L'avventura però, per struttura della storia, dei personaggi e dei dialoghi è degna di nota, rendendo l'esperienza di gioco coinvolgente e interessante, risultando mai banale, con un finale letteralmente nelle nostre mani. Call of the Sea è un buon esordio, il titolo è completamente incentrato sul risolvere gli enigmi e nel mentre esploriamo per trovare la soluzione nella mappa ci saranno disseminate molte lettere che narrano cosa è successo alla spedizione di nostro marito che è arrivato sull'Isola per trovare una cura alla malattia della moglie (la protagonista). Gli enigmi, a parte alcuni, sono abbastanza semplici da capire ma comunque non immediati quindi bisogna starci un po' a riflettere. Un difetto è la lentezza della protagonista, sebbene non sia troppo evidente nella maggior parte del gioco, ci sono momenti in cui devi attraversare aree ampie e farlo lentamente può risultare tedioso in certe parti. In generale comunque il titolo è più che consigliato nonostante qualche difetto. Perché sì, probabilmente non rimarrà fra gli esempi più notevoli del genere, ma bisogna rendere merito al fatto che riesce ad offrire una visione alternativa dell'universo narrativo lovecraftiano, potenzialmente capace di soddisfare (anche) chi non ha voglia di mostri o spaventi. In generale, la sensazione è quella di un'avventura scritta in maniera gradevole e mediamente godibile da giocare, ma non memorabile. Un racconto comunque non banale che lascia buone sensazioni per il futuro dello studio spagnolo, da gustare senza troppe pretese verso un finale piuttosto ispirato. Voto: 7

venerdì 8 settembre 2023

Whispering Willows

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Un'avventura bidimensionale horror di tutto rispetto, che non punta mai a livelli di eccellenza, ma che il suo lavoro sa fare. Classico del genere il gameplay, con un pizzico di metroidvania e di platforming in alcune fasi. La particolarità del titolo risiede nel distacco dell'anima della protagonista dal suo corpo, che le permette di raggiungere luoghi inaccessibili e scoprire cose che, nel mondo fisico, non le sarebbe possibile scoprire. Whispering Willows è tutto sommato un buon gioco, ma sarebbe potuto essere molto di più. Il titolo ha dalla sua diversi elementi qualitativamente molto solidi, ma al tempo stesso presenta evidenti lacune che gli impediscono di elevarsi al di sopra della media. Appropriandoci per un attimo di una delle frasi più abusate in ambito scolastico, potremmo dire che il gioco ha del potenziale, ma non si applica. La bella storia messa in piedi dai ragazzi di Night Light Interactive, che poteva essere l'elemento trainante della produzione, è breve (il gioco è completabile in meno di 3 ore) e troppo incentrata sul ritrovamento delle annotazioni, finendo per trascurare eccessivamente l'interazione diretta con i personaggi. L'ottimo comparto tecnico, pur rappresentando una delle componenti più riuscite del titolo, propone scene di intermezzo palesemente poco curate ed in netto contrasto con l'atmosfera generale del titolo. Il gameplay, infine, nonostante la presenza delle riuscitissime dinamiche di interazione con il regno spirituale, è la vittima inconsapevole del processo di semplificazione messo in atto dagli sviluppatori, che ne sminuisce in modo sensibile la freschezza. Potendo quindi prendere il gioco a se stante, la sua qualità intrinseca lo spinge ad un giudizio di sufficienza. Alle volte risulta un po' monotono e ripetitivo per via del molto camminare, ma riuscito dal punto di vista dell'aspetto audiovisivo e in grado di mantenere vivo (nonostante la materia trattata non sia propriamente "viva") l'interesse del giocatore fino alla fine della vicenda. In conclusione, un titolo molto carino, nonostante tutto da giocare. Voto: 6

Tandem: A Tale of Shadows

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Un titolo che mi ha piacevolmente stupito per la sua originalità e l'impatto visivo (un'avventura molto speciale, abbastanza rotonda ed equilibrata nelle 5-6 ore che dura), ma che l'amaro in bocca mi ha lasciato ugualmente. Un titolo che ci calerà nei panni di Emma, una dolce ragazzina che nei suoi abiti rimanda alla disneyana versione di Alice in "Alice nel Paese delle Meraviglie", e dell'orsacchiotto Fenton, dediti a scoprire la verità sul mistero della scomparsa di Thomas Kane, l'unico erede dei Kane, una famosa famiglia di illusionisti. Cinque ambientazioni per quaranta livelli differenti, alcuni contenenti dei segreti, conditi da una grafica 3D decisamente azzeccata per un'ambientazione gotica. I puzzle (che man mano diventano sempre più "ricchi") sono ben costruiti, difficili ma mai insormontabili lasciando appagati alla fine di ogni livello. Un bel puzzle game (sufficientemente longevo e variegato), articolato nel modo giusto e soprattutto capace di distinguersi nel panorama di settore grazie alla sua combinazione di punti di vista dedicato all'utilizzo diversificato dei protagonisti. Un puzzle game accompagnato da una storia avvincente e coinvolgente, peccato che il titolo riesca solo nella prima parte. Infatti per tutta la durata del gioco si aspettano dei risvolti eclatanti e uno sviluppo della trama che non arrivano. Peccato anche per la totale mancanza di rigiocabilità, un elemento che fa dispiacere poiché finisce per lasciare il titolo nel dimenticatoio una volta giocato e finito. Peccato pure per le scene di intermezzo non proprio di qualità. Nonostante tante buone idee insomma, Tandem: A Tale of Shadows non riesce a convincere fino in fondo. Se, da una parte, l'aspetto del gameplay lascia molti buoni spunti, dall'altra, il comparto narrativo ha delle evidenti carenze. È molto interessante la scelta di utilizzare due personaggi in modo alternato, cambiando di conseguenza anche la visuale di gioco e alcuni elementi dei comandi come il salto e la corsa ma i personaggi rimangono totalmente piatti. La bella atmosfera che si crea grazie al comparto tecnico viene vanificata da una storia non del tutto centrata. Ma il gioco riesce, soprattutto grazie ai puzzle, a divertire molto, quanto basta per colpire positivamente. Voto: 7

The Wanderer: Frankenstein's Creature

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Piccola premessa su questo titolo ispirato al celebre romanzo: non l'ho mai letto (ma ho visto molti adattamenti). In ogni caso questa è senza ombra di dubbio un'ottima re-interpretazione in chiave videoludica del grande classico della letteratura di Mary ShelleyThe Wanderer: Frankenstein's Creature è infatti un piacere per gli occhi e per le orecchie, un sublime viaggio attraverso un mondo disegnato con dolci pennellate d'acquarello, un universo capace di mutare repentinamente per seguire la presa di coscienza della Creatura e dello stesso giocatore. Si tratta difatti di un'esperienza più sensoriale che videoludica, sebbene in qua e là ci siano dei semplicissimi enigmi e delle semplici interazioni da svolgere. L'avventura è molto breve, la si completa in una manciata di ore, ma vanta una notevole rigiocabilità, essendoci ben 5 finali e tenendo di conto che le scelte in game cambieranno radicalmente alcuni dialoghi e alcune scene. Sebbene il racconto sia piuttosto rapido nello svolgersi, è molto potente e trasmette benissimo ciò che gli sviluppatori (e l'autrice originale del romanzo) vogliono trasmettere. A rendere così d'impatto certe tematiche ci pensano il design e il comparto audio di cui sopra. Peccato solo che la contemplazione di questo dipinto tratteggiato da La Belle Games venga purtroppo interrotta di frequente a causa di controlli tanto semplici quanto inspiegabilmente macchinosi, che interrompono sovente il fluire della storia. Ma, a parte anche alcuni bug e il ritmo a volte piuttosto lento e compassato (anche se trattandosi di un "viaggio introspettivo" penso sia giusto così), parliamo di un gioco davvero notevole, un gioco per tutti ma non adatto a tutti, che però non si può che consigliare. Voto: 6,5

lunedì 7 agosto 2023

La Terra di Mezzo: L'ombra della guerra

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/08/2023 Qui - Sono passati quasi sei anni da quando ho giocato al primo capitolo della saga in questione (La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor) e non vedevo l'ora di giocarci (sottolineo non vedevo l'ora) dopo averlo riscattato gratis. Bene, dopo solo 12-13 ore è subentrata in me la noia nel vedere il continuo riciclarsi di situazioni e di ripetitività anche nel tanto acclamato (anche da me stesso) Nemesis System, forse più ispirato ma anche meno variabile e troppo più "cattivo". La storia è piacevole, ma, c'è un ma ed è un ma personalmente grande come una casa: se il gioco si fosse limitato a questo sarebbe davvero ottimo, invece no, deve strafare, allungando il brodo per offrire una longevità che fa ad un certo punto diventare il gioco ridondante, quasi estenuante: molte missioni principali sembrano missione secondarie, non paghi, si decide di ripeterle decine e decine di volte, annoiando e facendo perdere il guizzo (la ripetitività è palese, spesso ho cercato di uccidere meno orchi possibile giusto per arrivare all'obbiettivo, sia come dinamiche ma anche proprio come missioni proposte potevano impegnarsi molto di più). Per finirlo mi sono dovuto sforzare (e chiedere aiuto in alcuni casi) ed è davvero un gran peccato, perché invece nelle prime ore di gioco ero davvero divertito. Ma il problema è alla fine, non solo l'endgame è ripetitivo, è così difficile che ho dovuto rinunciare abbastanza subito, ore ed ore di gioco per un qualcosa di vedibile su YouTube senza eccessivi ed inutili sforzi. E insomma visti i risultati notevoli del primo capitolo bisognava forse osare ma soprattutto fare di più. Anche perché in definitiva ci troviamo comunque di fronte un fantasy game di buona fattura, capace di regalare ore di sano divertimento, ma che manca di quel "di più" in grado di rendere veramente epica la produzione. Peccato, però giocarci, visto l'universo fantasy eccezionale di base, è stato bello. Voto: 6,5

venerdì 17 marzo 2023

Relicta

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/03/2023 Qui - Un titolo che viaggia tra alti e bassi, o per restare in tema, picchi positivi e negativi. Un puzzle game fantascientifico in prima persona (ispirato a Q.U.B.E. e Portal e simile ad altri) interessante ma non perfetto, che riesce a fare buon uso della fisica e di veicolarla con successo all'interno di meccaniche riuscite e divertenti, con enigmi ambientali sempre più difficili e complessi man mano che ci si avvicina alla conclusione. Purtroppo ci sono vari punti dolenti che non vanno di certo ad intaccare la godibilità del gameplay ma che, se trattati con maggiore cura, avrebbero esaltato molto di più tutto il lavoro. Una trama interessante, quantomeno sulla carta, che sfortunatamente perde di mordente con il passare delle ore, risultando al tempo stesso totalmente slegata dalle fasi di gameplay vero e proprio. Questa scollatura c'è, è importante, e pesa tantissimo nell'economia finale del gioco il quale resta godibile per grafica e trama ma diventa troppo ripetitivo lì dove dovrebbe invece distinguersi. Va però segnalata la longevità sorprendente, che si attesta sulle 15-20 ore circa, valore non da poco per un titolo del genere e le ambientazioni, davvero ben realizzate, pur con qualche caduta di stile, come la base lunare stessa, e soprattutto totalmente ininfluenti ai fini del gameplay. Tirando le somme, sì, Relicta è indubbiamente un titolo che se si è amanti del genere bisogna giocare (a patto di riuscire a sopportare la frustrazione di certi momenti). Non è assolutamente un gioco rivoluzionario ma riesce in modo intelligente ad emergere (seppur minimamente) dall'oceano di puzzle game. Voto: 6,5

giovedì 6 ottobre 2022

Metamorphosis

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/10/2022 Qui - Una vera e propria sorpresa. Ci troviamo infatti tra le mani un'avventura breve ma colma di momenti surreali che arricchiscono una storia godibile ed intelligentemente sarcastica. Un trip allucinogeno carico di dialoghi brillanti e personaggi assurdi che strappano più di un sorriso. Il gameplay presenta meccaniche estremamente semplici e forse poco rifinite ma l'esperienza generale risulta comunque fluida, spumeggiante e squisitamente kafkiana. Metamorphosis difatti, intrattiene con una storia originale e coinvolgente, grazie alla cura delle atmosfere di gioco e alla forza della narrazione che ci mette nei panni di Gregor Samsa e risulta credibile, anche se naturalmente inverosimile per il taglio della storia. Come suggerisce il nome stesso, nel gioco vestiamo i panni di un umano che ha subito una metamorfosi nel cuore della notte, risvegliandosi al mattino senza alcun motivo apparente, in un insetto, e resterà tale fino alla conclusione dell'avventura. Un'avventura, opera, originale e curiosa, appunto capace di calare il giocatore in una prospettiva inedita. Essere un insetto è molto divertente nelle fasi platform, un po' meno nei puzzle. Il contesto è molto suggestivo ma la trama meritava maggiori cure. Tecnicamente la produzione vive di alti e bassi, ma il design riesce a far perdonare alcune mancanze. Però peccato che il tutto si esaurisca davvero troppo in fretta per riuscire a strappare un giudizio più lusinghiero. Tirando le somme, Metamorphosis è un titolo dalla durata di circa quattro ore che (in parte) riesce nel suo intento di creare un'esperienza unica. Il gioco prende ispirazione dal libro originale, riuscendo a creare un'atmosfera e un'ambientazione sicuramente riuscita, ma con una trama differente, azzardata, cambiando rotta, non riuscendo ad essere allo stesso livello di quella realizzata da Franz Kafka. Il comparto tecnico risulta grezzo sotto vari aspetti, soprattutto le animazioni davvero legnose degli umani. Allo stesso tempo, il gameplay è semplice ma efficace, divertente e fortemente platform, un'esperienza breve da assaporarsi tutta d'un fiato, non risultando mai ripetitiva. Il titolo ne esce fuori consigliato, pur avendo svariati difetti, va sicuramente premiato per la sua originalità. Un bel passatempo, con cui vivere un'avventura diversa dal solito. A patto che, ovviamente, si abbia uno stomaco abbastanza forte da reggere un mondo di insetti poco attraenti. Voto: 6,5

Planet Alpha

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/10/2022 Qui - Semplicemente un ennesimo esponente di una pletora di titoli che narra gli avvenimenti attraverso ciò che si muove su schermo senza presentare una singola riga di dialogo ma contornato da un comparto grafico di altissimo livello, per uno splendido viaggio in un affascinante e variegato mondo alieno, sotto la costante minaccia di un mortale invasore. Planet Alpha è un platform con elementi stealth e puzzle in cui la furbizia è la vera arma vincente. Purtroppo, a lungo andare alcuni puzzle possono sembrare un po' ripetitivi, con meccaniche già affrontate nei livelli precedenti seppur quasi sempre con piccole differenze. Inoltre, ad esser pignoli, in giochi come questi ci vorrebbe almeno qualche suggerimento iniziale, una sorta di tutorial (o magari qualche missione-simulata) per imparare ad affrontare e superare nemici e trappole di base, per poi applicare le conoscenze acquisite nei livelli più avanzati. In generale ci troviamo di fronte ad un gameplay scorrevole e divertente, che aiuta il giocatore facendolo ripartire da un checkpoint vicino al punto in cui è morto poco prima, e con nemici i cui movimenti spesso si ripetono in loop ad intervalli regolari. Se un certo ostacolo sembra impossibile da superare, e una volta scoperto il trucco, il gioco ci regala una soddisfazione immensa dandoci coraggio per affrontare gli stages successivi, con nemici ed insidie sempre più numerose e pericolose. E così il gioco, nel suo complesso, risulta un action 2D a scorrimento molto godibile, forte di un concept alla base davvero notevole. Planet Alpha è infatti uno dei mondi alieni più belli mai visti, un'insieme di ispirazioni ludo-estetiche che ha portato a un risultato eccezionale nella sua pura forma visiva. Una missione dal gameplay già visto, collaudato, divertente ma mai esaltante, che si anima grazie alla possibilità di alterare la rotazione del pianeta e malleare il suo ciclo giorno-notte, scintilla creativa che accende la miccia dei suoi momenti più interessanti, capaci di dare un'identità unica al progetto pur sfruttati col contagocce. Poco male per un gioco capace di intrattenere e divertire, ma anche di emozionare, un'avventura per gli amanti del genere da non lasciarsi sfuggire. Perché certo, alla fin fine il livello di sfida e le sezioni puzzle non mettono mai a dura prova il giocatore, ma il titolo merita di essere giocato dall'inizio alla fine, anche solo per godersi l'eccellente direzione artistica. Voto: 7

venerdì 9 settembre 2022

In Sound Mind

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/09/2022 Qui - Dall'onirico al puzzle, dall'horror al riflessivo. Un gioco dalle molte personalità. Caratterizzato da un'atmosfera pesante e intensa ed una colonna sonora incredibilmente suggestiva, In Sound Mind ci trasporta in un vortice oscuro pieno di colpi di scena e terrore. Il titolo è il giusto equilibrio tra esplorazione, adrenalina e confusione. Un horror psicologico (in primis) che convince per il ritmo, l'idea e l'esperienza complessiva, nella speranza un giorno di poter apprezzare, e vivere, anche un possibile seguito. Invece di puntare tutto sulla cura al microscopico dettaglio, gli sviluppatori (di We create Stuff) hanno deciso di concentrare le loro risorse creative sulla resa scenica generale e su tutti quegli effetti che favoriscono il senso di immersione, come l'illuminazione, i colori e l'occlusione ambientale, riuscendo quindi a creare un'atmosfera di tensione degna di nota in pressoché ogni fase di gioco. In Sound Mind è una di quelle sorprese che spuntano dal nulla e che colpiscono come un fulmine a ciel sereno: l'insieme delle ricercate componenti ludiche e narrative riesce ad offrire un'esperienza completa, variegata, immersiva ed impegnativa grazie a una serie di idee semplici e intuitive nel concetto, ma studiate ed elaborate a fondo nella realizzazione. Come era lecito aspettarsi però, il gioco presenta diverse incertezze sul lato tecnico e qualche svista nell'equilibrio generale delle fasi, a causa della presenza di alcune sequenze di troppo che rovinano la godibilità dell'avventura nel suo complesso e di un finale narrativamente non all'altezza del resto dell'opera. Ma a parte questo, soddisfacente, mai frustrante, longevo il giusto, decisamente riuscito, un gioco che merita sicuramente attenzione, dai fan del genere ma non solo. Voto: 7,5

sabato 27 novembre 2021

Dishonored 2

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/11/2021 Qui - Ho adorato molto il primo (qui) e questo è rimasto (più o meno) sullo stesso livello incredibile, perché certo, Arkane Studios sceglie di non rischiare troppo, mantiene intatta la formula "vincente" proposta dal predecessore, una scelta piuttosto conservativa che porta con sé tanti pro ma anche qualche contro, primo fra tutti un'intelligenza artificiale buona ma "troppo spesso" altalenante e un gameplay non particolarmente innovativo ma che mantiene intatto il suo fascino, però è stato comunque bello tornare a Dunwall. In questo senso bisogna dare merito a questo gioco, o meglio alla casa di suo sviluppo, i quali svolgono un lavoro (nuovamente) sopraffino. L'Impero sembra davvero un mondo steampunk credibile, con innumerevoli storie da raccontare. Il titolo riprende tutto quello di buono visto nel primo episodio, soprattutto come ambientazione e meccaniche stealth, in più porta il level design a livelli estremi, scenari come Villa Meccania e Villa Stilton con l'ingresso di una meccanica che ti fa solo applaudire una volta finito il livello. Il gameplay è fluido, offre tante vie e combinazioni diverse per giocare. In questo sequel inoltre si può usare Corvo o Emily, bisogna scegliere ad inizio gioco con qualche personaggio fare la Run, con questa scelta cambiano i poteri e tutto il gioco, io ho giocato con Emily, anche un po' per cambiare rispetto al primo e mi sembrava la scelta più logica visto che il secondo titolo si basa su di lei, se uno vuole giocare con entrambi i personaggi la longevità del gioco aumenterà notevolmente, anche se già si attesta sulle 15-20 ore (la scelta tra le partite High Chaos e Low Chaos ricorda da vicino le scelte morali dei giochi BioWare). Trama e musiche gradevoli ma niente di che, l'unico difetto è proprio questo, la trama del primo mi aveva preso e conquistato, questa qui l'ho ritenuta un pò noiosa e scontata, peccato. Libertà è la parola giusta per definire il gioco, si può fare davvero qualsiasi cosa e questo mi è piaciuto molto, fare i buoni, i cattivi, rapinare il mercato nero, comprare come onesti cittadini, fantastico. Dishonored 2 è un gioco che ogni amante del genere dovrebbe acquistare assolutamente. Specialmente se amate (come me) giochi come Deus Ex, Bioshock i quali sono molto simili. Voto: 7

domenica 12 maggio 2019

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/12/2017 Qui - Durante il Black Friday, che ancora una volta ha riservato ben poche sorprese, dato che da quando è esploso nel mondo questa folle corsa agli sconti le tre piattaforme più importanti, soprattutto in ambito PC, ovvero Steam, Origin e Uplay, non hanno "offerto" al pubblico eccezionali sconti, a parte nel mio caso che ho comprato solo Deus Ex: Mankind Divided ad un prezzo incredibile da Steam solo perché avevo già comprato il pack completo. Fortunatamente tra una ventina di giorni ci saranno i sconti invernali, per cui spero bene, anche perché ho ancora tanti giochi in lista da comprare. In ogni caso non sono rimasto senza giochi, perché sto adesso finalmente giocando alla nuova versione di Need for Speed Most Wanted da Origin, poi giocherò a Watch Dogs da Uplay (in regalo dalla suddetta piattaforma) ed ovviamente giocherò a quest'ultimo Deus Ex. Ma prima di questi, e negli scorsi mesi ho giocato ad un gioco veramente straordinario, tanto che oggi sono qui (come ultimante capita spesso, qui l'ultimo post sui videogiochi) a parlarvene, non solo perché mi è piaciuto, ma perché prende spunto dall'universo fantasy più meraviglioso di tutti, sto parlando ovviamente de La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor (la versione GOTY, ovvero "Games of the year", con tutti gli DLC, che qui sono parecchi, anche se due in particolari sono i più importanti), un action RPG ispirato appunto all'universo fantasy trattato nei romanzi di J.R.R. Tolkien. Di cui questo è però il primo, perché proprio in queste settimane è già uscito il suo sequel La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra, a cui ovviamente giocherò quando le mie tasche lo permetteranno. Ma per quello ci sarà tempo, intanto parliamo del gioco del post che, annunciato piuttosto in sordina (firmato dalla Monolith Productions) si era già guadagnato le mie attenzioni da tempo, e dopo averlo completato posso affermare che si tratta di una convincente ed eccellente prova superata, dopotutto non facile era proporre un gioco di una saga fantastica com'è quella di Tolkien.