Visualizzazione post con etichetta Punta e clicca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Punta e clicca. Mostra tutti i post

mercoledì 28 gennaio 2026

Videogiochi del mese di Gennaio 2026: Figment & Apocalipsis: Harry at the End of the World

Post pubblicato su Pietro Saba World il 28/01/2026 Qui - Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Figment - Un'avventura puzzle‑action ambientata nella mente umana, trasformata in un mondo onirico pieno di simboli, ricordi e paure. Dopo un incidente, il giocatore veste i panni di Dusty, ex guardiano del coraggio, accompagnato dall'instancabile Piper in un viaggio per recuperare un diario rubato e riportare equilibrio in un cervello invaso dagli incubi. L'ambientazione è il vero cuore del gioco: scenari disegnati a mano, città cervello popolata da personificazioni di emozioni e disturbi, e tre aree tematiche dedicate a logica, creatività e coscienza. L'esplorazione è sempre piacevole grazie a un'estetica curata e a un immaginario surreale che dà identità a ogni zona. Il gameplay alterna puzzle ambientali ben costruiti (seppur talvolta ripetitivi) a combattimenti semplici, penalizzati da una varietà di nemici piuttosto limitata. La difficoltà cresce soprattutto nella parte finale, che risulta anche la più soddisfacente. Le "sfere di memoria" aggiungono piccoli frammenti narrativi che arricchiscono la storia senza appesantirla. La colonna sonora è uno degli elementi più riusciti: ogni area ha un tema musicale coerente e i boss si presentano con canzoni originali che spaziano tra generi diversi, trasformando gli scontri in momenti teatrali e memorabili. Sul fronte tecnico emergono invece i difetti più evidenti: cali di frame, bug e caricamenti lunghi possono spezzare l'immersione, pur senza compromettere del tutto l'esperienza complessiva. Nonostante qualche limite, Figment resta un'avventura breve ma intensa, capace di colpire per stile, atmosfera e sensibilità. Un titolo consigliato a chi cerca un'esperienza creativa e surreale, più emotiva che competitiva. Voto: 7

Apocalipsis: Harry at the End of the World - Un'avventura punta‑e‑clicca breve ma intensa, costruita attorno al viaggio di Harry per riportare in vita la sua amata. La struttura richiama una sorta di piccola "catabasi" dantesca: un percorso negli abissi dell'esistenza, tra simboli, paure e visioni che riflettono il tormento del protagonista. Il gameplay è essenziale e si concentra su enigmi accessibili, talvolta più ispirati, talvolta più semplici, ma sempre ben integrati nel ritmo dell'avventura. L'assenza di dialoghi e la narrazione affidata a immagini e suoni contribuiscono a creare un'atmosfera sospesa, quasi liturgica, che accompagna il giocatore dall'inizio alla fine. L'aspetto più riuscito è senza dubbio quello artistico: un mondo cupo, inciso come una tavola antica, che dà identità a ogni scenario e rende il viaggio di Harry un'esperienza visiva memorabile. Anche la colonna sonora sostiene perfettamente il tono malinconico e rituale del racconto. Pur con una durata contenuta, qualche piccola imperfezione e una certa semplicità negli enigmi, Apocalipsis: Harry at the End of the World riesce a lasciare il segno grazie alla sua coerenza estetica e alla forza del suo immaginario. Un'avventura consigliata a chi cerca un'esperienza breve ma evocativa, capace di raccontare una discesa agli inferi con sensibilità e stile. Voto: 7

lunedì 30 giugno 2025

Videogiochi del mese di Giugno 2025: Stasis: Bone Totem, The Silent Age & En Garde!

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/06/2025 Qui - Più del film, deludente solo in parte, di Borderlands frustrante è stata l'impossibilità di non poter giocare alla series game della Telltale. L'avventura grafica Tales from the Borderlands infatti, non solo non permette la rimappatura, ma neanche l'uso del mouse al di fuori dei menu, rendendo impraticabile l'utilizzo di una tastiera su schermo, utile in questo caso (e non solo perché io la usi comunque frequentemente per scrivere) per ovviare all'assurdità di cui sopra. Davvero un peccato.

Stasis: Bone Totem - Un'avventura grafica punta e clicca che mescola meccaniche tradizionali con un design moderno e coinvolgente. L'atmosfera sci-fi con sfumature horror, unita a riflessioni su etica e corporazioni, rende l'esperienza affascinante e stimolante. La localizzazione in italiano è un valore aggiunto, sebbene la grande quantità di testi possa risultare impegnativa. La narrazione è intensa, con un finale che lascia qualche interrogativo, ma l'ambientazione e i rompicapo bilanciati mantengono alta l'attenzione. Un indie di grande qualità, curato nella scrittura e nell'art design, capace di emozionare e far riflettere. Un titolo assolutamente consigliato per gli amanti del genere. Voto: 8

En Garde! - Un'esperienza breve ma coinvolgente, impreziosita da un comparto visivo affascinante e da un combattimento appagante. La trama, semplice e ironica, sorprende per la sua leggerezza e coerenza. Il gioco ruota attorno alla protagonista carismatica e alla spettacolarità dei duelli, con missioni lineari che offrono un buon livello di sfida. Qualche bug e una certa ripetitività nei nemici sono piccoli difetti che non ne compromettono il valore: En Garde! resta un titolo solido, curato e ricco di stile. Voto: 7

The Silent Age - Un'avventura grafica narrativa che sfrutta con intelligenza il salto temporale, rendendo gli enigmi semplici ma spesso brillanti e stimolanti. Nonostante i limiti di una piccola produzione, offre atmosfere suggestive e una grafica minimalista ispirata alla fantascienza anni '60-'70. Il protagonista, inizialmente anonimo, evolve in un eroe suo malgrado. La brevità del gioco e la gestione poco fluida dei dialoghi sono le principali criticità, con un finale che appare affrettato. Nonostante qualche limite, The Silent Age offre un'esperienza intrigante e coinvolgente, capace di intrattenere nel poco (pochissimo) tempo (bastano poche ore) a sua disposizione. Voto: 6+

lunedì 30 settembre 2024

Videogiochi del mese di Settembre 2024: NAIRI & Q.U.B.E.

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/09/2024 Qui - Questo mese avrebbero dovuto essere presenti tutti e quattro i giochi degli ultimi due mesi, che fanno parte della mia libreria di Prime Gaming. Tuttavia, ho dovuto suddividere il tutto in due parti. Anche la lista dei giochi esclusi è stata divisa in due; perciò, oggi menziono solo tre videogiochi che ho scartato perché privi di localizzazione in italiano. Requisito utile e necessario per giocare a The Forgotten City (avventura narrativa con loop temporali), Dexter Stardust: Adventures in Outer Space (avventura classica point-and-click) e Orten was the Case (gioco d'avventura detective/puzzle).

NAIRI: Tower of Shirin - Un'avventura point-and-click che mescola puzzle divertenti e complessi con una narrazione affascinante, resa unica dai suoi personaggi carismatici. La grafica disegnata a mano e gli scenari dettagliati, insieme a una colonna sonora coinvolgente, arricchiscono l'esperienza di gioco. L'anticipazione per il seguito di Nairi è tangibile, anche se sarebbe stato utile sapere in anticipo che la storia avrebbe richiesto una continuazione, attualmente solo accennata. Il gameplay si evolve da semplice a notevolmente intricato, aumentando la complessità e offrendo una sfida anche ai giocatori esperti. Il principale limite è la breve durata. In conclusione, è un gioco che strega, trasportando in un mondo onirico e profondo, dipinto con la delicatezza dell'acquerello. Non è rivoluzionario, ma è sicuramente coinvolgente. Voto: 6,5

Q.U.B.E: Director's Cut - Q.U.B.E., pur essendo un discendente di Portal, offre enigmi intriganti che crescono in complessità senza essere eccessivamente difficili, ambientati in una trama e un contesto semplici ma gradevoli. Nonostante problemi di mira e l'assenza di sottotitoli, il gioco mantiene un'elevata qualità. Q.U.B.E: Director's Cut, divertente ma talvolta frustrante, si completa in meno di 10 ore. Non raggiunge i livelli dei titoli Valve, ma è ben fatto, gratificante e spinge a proseguire attraverso i capitoli. Il DLC aggiunge sfide di velocità e stanze segrete, mentre i dialoghi in inglese senza sottotitoli migliorano la narrazione visiva, rendendo il gioco più immersivo. In conclusione, è un'avventura breve ma avvincente, ideale per gli appassionati di puzzle-game, con enigmi di qualità e un gameplay soddisfacente. Voto: 6,5

venerdì 5 luglio 2024

The Night of the Rabbit

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/07/2024 Qui - Un coniglio bianco, creature mascherate e un bosco abitato da scoiattoli, rane e topolini parlanti popolano questa storia, insieme a Jerry, un apprendista mago che deve tornare a casa per la cena, ma solo dopo aver salvato il mondo. Si tratta di un'avventura grafica in stile punta e clicca, con una lunga durata, un mondo di gioco affascinante e enigmi intriganti, sebbene a volte siano un po' troppo complessi e astrusi (chi sostiene di non aver mai imprecato cliccando a caso per risolvere un enigma sta sicuramente mentendo). La vera perla di questa avventura è però la storia narrata: Jeremiah è un personaggio memorabile, al quale è impossibile non prendere affetto, e insieme a lui ci si ritrova a credere nella magia e a vivere un'avventura emozionante e nostalgica. Nonostante alcuni difetti, il gioco mi ha colpito positivamente. La trama è coinvolgente, i personaggi e le ambientazioni sono ben realizzati, e gli enigmi sono generalmente di mio gradimento. Tuttavia, a volte ho dovuto consultare la soluzione perché mancava chiarezza sulle azioni da compiere, lasciando il giocatore un po' allo sbaraglio, con molti oggetti inutili nell'inventario che si trascinano per tutta l'avventura. La complessità data dai numerosi personaggi e luoghi ha reso il gioco a tratti piuttosto complicato. È un peccato, perché con meno complicatezza sarebbe stato più apprezzabile. Ciononostante, Daedelic Entertainment (la stessa di Deponia e di Ken Follett's The Pillars of the Earth) raggiunge ancora l'obiettivo con un prodotto di alta qualità e artisticamente notevole. Raccomando questo gioco soprattutto agli appassionati di enigmi, nonostante possa risultare a volte frustrante; a me è piaciuto e penso che difficilmente deluderà. Voto: 6,5

lunedì 18 marzo 2024

Blacksad: Under The Skin

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/03/2024 Qui - Efficace ed interessante sono i termini per descrivere Blacksad: Under the Skin. Nonostante il ritmo volutamente lento, la grafica un po' ferma agli inizi anni 2000 e alcune incoerenze stilistiche non proprio fedeli agli anni '50 in chiave noir, il gioco ne esce complessivamente bene. La storia, come tutta la meccanica investigativa, interrogatori compresi, è il punto di forza assoluto. Blacksad: Under the Skin funziona, ed è un solido gioco poliziesco, con la brillante trovata di poter "modellare" il comportamento del protagonista in base alle scelte che verranno compiute durante la storia. Immergersi nell'America pelosa (simil Zootropolis) di Blacksad, accompagnati dalle note jazz e impegnati a ragionare su prove e indizi, è stato molto divertente. I personaggi accattivanti, la storia non banale e i sottotitoli in Italiano (mentre il voice-over rimane in Inglese) contribuiscono a rendere le indagini molto piacevoli. Peccato soltanto per una realizzazione tecnica non all'altezza rispetto al tutto il resto (la longevità sufficiente, quel che basta giusto per finire il gioco), che però non inficia l'esperienza di gioco, un videogioco non perfetto e, per certi versi, anche fin troppo guidato (quick time event poco efficaci). Però la storia raccontata (stimolante e ricca di colpi di scena) è molto interessante e non è facile dipanare la matassa di bugie e inganni legati a quello che in apparenza è solo un suicidio fino a che non si arriva all'inaspettato finale. E a parte qualche problema legato perlopiù al comparto audio, si tratta in conclusione di un titolo apprezzabile per i fan del fumetto (omonimo di cui si basa) o da chi adora questo genere di storie (io infatti ho apprezzato). Un'avventura grafica in terza persona piacevole, ma anche elegante, pregevole e autoriale sotto vari aspetti, un titolo senza troppi giri di parole bello. Gli sviluppatori sono riusciti a trovare un giusto equilibrio tra una narrazione lineare e meccaniche interattive, mettendo il giocatore in condizione non solo di godersi una bella storia, ma anche di sentirsi parte integrante di essa. Voto: 6,5

venerdì 8 settembre 2023

The Wanderer: Frankenstein's Creature

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/09/2023 Qui - Piccola premessa su questo titolo ispirato al celebre romanzo: non l'ho mai letto (ma ho visto molti adattamenti). In ogni caso questa è senza ombra di dubbio un'ottima re-interpretazione in chiave videoludica del grande classico della letteratura di Mary ShelleyThe Wanderer: Frankenstein's Creature è infatti un piacere per gli occhi e per le orecchie, un sublime viaggio attraverso un mondo disegnato con dolci pennellate d'acquarello, un universo capace di mutare repentinamente per seguire la presa di coscienza della Creatura e dello stesso giocatore. Si tratta difatti di un'esperienza più sensoriale che videoludica, sebbene in qua e là ci siano dei semplicissimi enigmi e delle semplici interazioni da svolgere. L'avventura è molto breve, la si completa in una manciata di ore, ma vanta una notevole rigiocabilità, essendoci ben 5 finali e tenendo di conto che le scelte in game cambieranno radicalmente alcuni dialoghi e alcune scene. Sebbene il racconto sia piuttosto rapido nello svolgersi, è molto potente e trasmette benissimo ciò che gli sviluppatori (e l'autrice originale del romanzo) vogliono trasmettere. A rendere così d'impatto certe tematiche ci pensano il design e il comparto audio di cui sopra. Peccato solo che la contemplazione di questo dipinto tratteggiato da La Belle Games venga purtroppo interrotta di frequente a causa di controlli tanto semplici quanto inspiegabilmente macchinosi, che interrompono sovente il fluire della storia. Ma, a parte anche alcuni bug e il ritmo a volte piuttosto lento e compassato (anche se trattandosi di un "viaggio introspettivo" penso sia giusto così), parliamo di un gioco davvero notevole, un gioco per tutti ma non adatto a tutti, che però non si può che consigliare. Voto: 6,5

lunedì 6 settembre 2021

The Lion's Song

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/09/2021 Qui - Un titolo molto particolare, di quelli che non capitano tutti i giorni. Un gioco che non si fa certo notare per i muscoli, ma che sa veicolare sensazioni ed emozioni in maniera efficace, immergendo il giocatore in un'esperienza toccante. Un punta e clicca (seppur non esente da difetti e decisamente non per tutti) davvero ben riuscito, che riesce nell'intento di emozionare il giocatore attraverso una storia fatta di sacrificio e determinazione, valori che porteranno, alla fine, i vari personaggi a coronare i propri sogni. Sullo sfondo, la città di Vienna e i salotti dell'alta società, ricreati mediate una pixel art molto particolare (con la grafica effetto seppia che rievoca l'epoca in cui si trova, primi del '900, con lo stile pixelloso che fa l'occhiolino a tutti gli amanti del retrogame) e una colonna sonora essenziale ma d'impatto. Di contro, vi è la troppa semplicità di alcuni aspetti, che impediscono a The Lion's Song di svettare insieme agli esponenti più celebri del genere. In tal senso solo se siete disposti a sacrificare il gameplay (decisamente semplicistico) The Lion's Song può rappresentare una scelta caldamente consigliata, se infatti si è alla ricerca di un'esperienza interessante, molto più orientata alla trama e alle emozioni, che al resto. Ogni episodio (quattro in totale, dalla durata massima di un'ora) è affrontato con rilassatezza e un piglio filosofico-poetico che sposa a meraviglia le atmosfere fredde e accoglienti della capitale austriaca alla corrente di grande progresso ed evoluzione (qui più a livello di morale umana che nel campo tecnologico) che elettrizzava l'aria all'inizio del secolo scorso. Il nostro compito è cliccare semplicemente sugli oggetti presenti negli scenari e sulle varie scelte proposte durante i dialoghi, non ci troveremo mai di fronte a puzzle o enigmi che rallenteranno lo scorrimento del gioco, piuttosto saremo spesso portati a scegliere se leggere o no una lettera oppure rispondere in maniera garbata o scortese a un nostro interlocutore. Quindi badate a cosa si cerca e si vuole, ma comunque e in conclusione, The Lion's Song è un prodotto estremamente piacevole, seppur nella sua brevità, realizzato in modo eccellente e con scelte stilistiche particolari che sanno conquistare. Promosso. Voto: 7